Antonio Forlini, presidente della Ruzzo Reti

In un susseguirsi frenetico di analisi e risultati, inchieste e polemiche, arrivano i dati dei prelievi Arta dell’8 maggio.

Le analisi del lunedì nero irrompono sulla scena e il presidente della Ruzzo Reti Antonio Forlini dice: «L’acqua è stata sempre potabile. Non sono stati riscontrati valori sopra la soglia consentita in nessuno degli elementi che era necessario monitorare».

I risultati dei prelievi dell’8 sono quelli su cui si è basata l’ordinanza del servizio Sian della Asl di non potabilità dell’acqua nei 32 comuni del Teramano. Quelli i cui campioni, per intenderci, hanno evidenziato odore e sapore cattivi. Parte dei campioni è stata inviata all’università di Padova per analisi approfondite che ancora non sono pronte, mentre parte all’Arta.

Scrive la società acquedottistica: «A beneficio dei propri utenti e dell’intera popolazione teramana e abruzzese, la Ruzzo reti comunica che anche le analisi dell’8 maggio compiute dall’Arta, e ricevute della nostra società solo nella tarda serata di giovedì, hanno avuto esito negativo». Ma, lancia l’affondo Forlini «ora ci auguriamo che le autorità competenti facciano chiarezza su quali procedure abbiano seguito i medesimi soggetti e cosa abbia determinato con esattezza l’improvvisa decisione di sospendere l’approvvigionamento della sorgente del Gran Sasso e dichiarare la non potabilità dell’acqua, generando il caos e il panico tra i cittadini. Ruzzo Reti valuterà tutte le azioni finalizzate sia alla tutela del territorio che del proprio patrimonio».

Argomento, quest’ultimo, che sembra destinato a non esaurirsi per il momento visto che è evidente come, in questa vicenda, sin da dall’inizio qualcosa nella comunicazione tra enti non abbia funzionato. Ruzzo Reti interviene anche per chiarire le notizie circolate sulla presunta non potabilità dell’acqua il 4 e 5 maggio (prima, quindi, del divieto, durato 12 ore) per la presenza del solvente toluene. «Tracce di tale sostanza, secondo analisi eseguite dall’Arta per conto della Asl di Teramo e l’autocontrollo svolto dalla nostra azienda attraverso il laboratorio accreditato, erano presenti in misura molto più bassa rispetto ai limiti prescritti e comunque sempre tale da garantirne il pieno e sicuro utilizzo a fini idropotabili», scrive, «come confermato anche dal’Istituto superiore di sanità, infatti, l’organizzazione mondiale della sanità ha stabilito per questa sostanza un valore limite nell’acqua destinata al consumo umano pari a 700 microgrammi/litro, dunque 37 volte superiore al valore massimo riscontrato il 5 maggio e pari a 18,6 microgrammi/litro».

E ancora: «Desideriamo pertanto rassicurare l’intera comunità che l’acqua distribuita dalla nostra rete è sempre stata sicura e controllata. Tutte le analisi, infatti, hanno finora escluso presenza di sostanze al di sopra dei limiti previsti dalla legge». A cominciare, sottolinea sempre il Ruzzo, da quelli ripetuti per ben sei volte tra il 9 e il 10 maggio. Nei giorni frenetici degli assalti ai supermercati in cerca di acqua minerale. Queste scene non ci sono più, ma è è chiaro che anche se l’allarme è rientrato la paura dei cittadini è ancora tanta, alimentata anche dalle tante bufale che circolano sul web e per cui sono in arrivo delle denunce.

Fonte: Il Centro