E’ finita in parità venerdì la votazione per il componente dell’Ersi (Ente regionale servizio idrico integrato) che deve essere designato dall’assemblea dei 47 sindaci: 22 voti per Manuele Tiberii, sindaco di Colledara (proposto dal sindaco di Atri, Gabriele Astolfi) e 22 voti per Mirko Rossi (consigliere comunale di Mosciano proposto da Gabriele Minosse, sindaco di Cortino).

Un pari e patta che ha un significato politico preciso e che ha reso l’immagine di un centrosinistra (sulla carta in maggioranza) spaccato e indebolito e un centrodestra più compatto e rafforzato rispetto alla compagine in corsa alle ultime elezioni provinciali, dove la spaccatura tra i sostenitori del sindaco di Corropoli D’Annuntiis e quelli di Astolfi consegnò l’ente nelle mani dell’attuale presidente Renzo Di Sabatino.

Quest’ultimo ieri in qualità di presidente dell’assemblea dei sindaci non aveva diritto di voto, per cui si è limitato a commentare: «Farò una riflessione esaminando cosa si prevede in questi casi».

Un momento dell'assembleaA una riflessione è invece chiamato il centrosinistra, che in prima battuta aveva proposto la candidatura del sindaco di Montorio Gianni Di Centa, poi ha valutato il vicesindaco di Castellalto Delli Compagni e infine Rossi di Mosciano. Tutti nomi che non hanno avuto l’unanimità a giudicare dall’assenza del sindaco di Crognaleto D’Alonzo e dell’astensione del sindaco di Montorio Di Centa.

Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha spiegato che l’assemblea si è spaccata sui problemi interpretativi delle norme tesi a superare il pareggio. Per il centrodestra l’ultima parola sarebbe spettata al vicepresidente dell’assemblea che è anche sindaco del Comune più grande, cioè Brucchi.

Per il centrosinistra il voto andava affidato al consigliere più giovane. L’assemblea è stata rimandata.

Nel frattempo, la politica tenterà di ricomporre i rigurgiti interni. E’ il caso ad esempio del voto allineato al centrosinistra del sindaco di Torricella Daniele Palumbi, stigmatizzato da Brucchi. «Sorprende la posizione di Palumbi visto che la valenza politica del voto che ha visto contrapposti i due schieramenti. Mi domando il significato, anche perché noi avevamo proposto Tiberii che ha una veste civica e rappresenta la montagna».

Gongola invece il consigliere regionale Paolo Gatti per il ricompattamento del centrodestra, di cui ha avuto la regia. Il fronte coeso dei sindaci di centrodestra sicuramente è frutto di una riunione politica che Gatti e il deputato di Ncd Paolo Tancredi hanno avuto con gli amministratori, ma alle spalle c’è una strategia di riconsolidamento ben più ampia di Gatti. C’è ad esempio un ramoscello di pace che Gatti ha consegnato nel corso di una cena ai sindaci di Corropoli e Sant’Egidio Umberro D’Annuntiis e Rando Angelini. Ma c’è anche uno smaccato avvicinamento di Giorgio D’Ignazio e Mauro Di Dalmazio a Gatti. Nel primo caso Gatti rappresenta una exit strategy all’eventualità che Tancredi possa sostenere Alfonso Di Sabatino come candidato sindaco. Nel caso di Di Dalmazio, che ha rinunciato a ricandidarsi, l’avvicinamento si tradurrà in un sostegno politico dai connotati ancora da chiarire.

Fonte: Il Centro