L'esposto al Comune di Fadino Di Pietro e Ivan Vaccari (pag. 2)Isola, esposto dei residenti: lamentano disagi nella fornitura idrica da 15 giorni Il sindaco vieta l’uso potabile e chiede un’autobotte. Il Ruzzo: «Subito controlli».

Acqua marrone e maleodorante nei rubinetti di Casale San Nicola: i cittadini denunciano.

E’ partito ieri l’esposto firmato da 15 cittadini in rappresentanza degli abitanti di Casale San Nicola indirizzata al Comune, sindaco, prefetto, carabinieri, Protezione civile, procura della Repubblica e Ruzzo reti in riferimento «ai disservizi sulla potabilità dell’acqua».

La protesta vuole portare alla luce un grave disagio nell’approvvigionamento idrico che va avanti dal 31 agosto e che vede «un maleodorante disgustoso effluvio proveniente dall’acqua del rubinetto che rende impossibile ogni qualsivoglia uso potabile, aggravato con il passare dei giorni con la fuoriuscita anche di terriccio e ruggine».

La denuncia – datata 13 settembre – è maturata, come si legge nella stessa, dopo che «la richiesta di informazioni a riguardo sia al Comune che al Ruzzo da parte dei residenti di Casale non ha portato ad alcun risultato concreto. Nessuna informazione, rassicurazione, comunicazione o provvedimento nè è scaturito lasciando in totale abbandono il diritto di accesso all’acqua della popolazione».

Le richieste sono state fatte, come riportato nel documento, sia via telefono che con una lettera inviata al Comune di Isola 7 settembre da Fadino Di Pietro e Ivan Vaccari, residenti di Casale. Gli abitanti della frazione preoccupati per il prolungarsi dei disagi e per la propria incolumità si sono attivati rivendicando “il diritto all’acqua” come uno dei diritti fondamentali dell’uomo e lamentando l’indifferenza delle istituzioni.

 

Il sindaco Roberto Di Marco ricevuto il nuovo documento di protesta ha subito emesso, ieri in tarda mattinata, l’ordinanza di “divieto dell’uso di acqua potabile in località Casale San Nicola”, richiedendo anche l’intervento di un’autobotte del Ruzzo.

Il sindaco afferma di «essere venuto a conoscenza della situazione solo qualche giorno fa e di aver informato della situazione il Ruzzo e la Asl». Di Marco ha tenuto a precisare che «il divieto dell’uso dell’acqua è una misura precauzionale nell’attesa che vengano acquisite tutte le analisi sui campioni» e ha affermato di «aver sollecitato la Ruzzo reti per la risoluzione del problema».

Il presidente del Ruzzo, Antonio Forlini, assicura che già oggi «saranno avviate indagini molto approfondite». «In parte i disagi hanno una spiegazione», afferma Forlini, «in quanto abbiamo fatto lavori di sistemazione e pulizia del serbatoio e abbiamo anche inserito un cloratore, come prevede la legge: questo può aver portato al distacco di sedimenti dalle tubazioni. Ma così si spiega il disagio lamentato una settimana fa. Poi tre giorni fa c’è stata una rottura alla sorgente, che abbiamo subito riparato. Ma tutto questo non spiega il protrarsi del problema».

Fonte: Il Centro