Una foto di Patrik Weilharter

Una foto di Patrik Weilharter

E’ stato ritrovato questa mattina, intorno alle 10,30, in fondo a un dirupo, il cadavere di Patrik Weilharter Hermann, l’elettricista austriaco di 22 anni di cui non si avevano notizie da dieci giorni. Il corpo è stato rinvenuto nel Vallone Fossa Ceca, nella zona boschiva di San Pietro di Isola del Gran Sasso, a una distanza significativa dalla pineta in cui è stata lasciata l’auto, un’Alfa 159, con le chiavi posate su una ruota e all’interno il cellulare (spento e con la batteria staccata), le due targhe (che in Austria sono personali) e contanti per circa 500 euro.

Gli alpinisti del soccorso alpino, insieme ad alcuni uomini della Guardia di Finanza, hanno avvistato il corpo e, subito dopo, avviato le operazioni di recupero della salma che sarà trasportata a Isola del Gran Sasso in attesa delle disposizioni del magistrato. Non è chiaro se il giovane sia scivolato o si sia voluto togliere la vita. Questo, presumibilmente, lo dirà l’autopsia. La morte, comunque, da una prima ricognizione, sembra risalire a qualche giorno fa. Il giovane, secondo la ricostruzione, ha camminato parecchio, scendendo nella zona di Piano del Fiume e poi risalendo verso la chiesa di Santa Colomba, prima di finire, per una caduta accidentale o forse per un gesto disperato, nel canalone dove è stato trovato. Una zona molto impervia, che non ha facilitato il recupero. Alle operazioni di ricerca hanno partecipato squadre dei tecnici del soccorso alpino del Cnsas abruzzese con il coordinamento della Prefettura di Teramo insieme ai carabinieri guidati dal maggiore Americo Di Pirro e agli uomini del Corpo forestale, dei vigili del fuoco, della Guardia di Finanza e della Croce rossa.

Una visione panoramica del Vallone di Fossaceca

Una visione panoramica del Vallone di Fossaceca

Patrik aveva lavorato di recente a Riva del Garda per conto di una ditta di Salisburgo specializzata nel montaggio di pale eoliche e ripetitori telefonici che, ultimamente, gli aveva comunicato di volerlo trasferire in Germania. Una novità che lui non aveva preso molto bene, stando a quanto è stato riferito dai genitori. Il giovane, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era ancora in Austria domenica 12 maggio. Il giorno dopo, lunedì mattina, sarebbe sceso in Italia e in Abruzzo, dove però non risulta che avesse alcun tipo di contatto. L’ultimo avvistamento dell’auto risale a martedì, intorno a mezzogiorno, a San Pietro di Isola del Gran Sasso, da parte di un cercatore di funghi. L’Alfa 159, guidata da una persona che non ha potuto vedere in volto, lo ha superato a velocità sostenuta e poi si è fermata all’interno della pineta. Da quel momento in poi, il buio. E un mistero ancora da svelare.

Fonte: Corriere della Sera, Nicola Catenaro