Il comitato contro gli aumenti ha chiesto il verbale alla Polizia.
Dopo la festa, la protesta: ieri, a Colledara, code e disagi in autostrada

Appropriazione indebita da parte della società Strada dei Parchi. E’ su questo tema che, adesso, si sposterà l’attenzione del comitato contro gli aumenti dei pedaggi autostradali lungo la A24 ed A25. Aumenti che, nonostante la recente sentenza del Tar del Lazio, con la quale è stato di fatto annullato l’ultimo rincaro di circa il 6% scattato dal 1° gennaio, vengono ancora pagati come se nessuno si fosse mai espresso in merito. Ed è proprio per questo motivo che, dopo la festa, ieri, si è passati alla protesta annunciata. I componenti del comitato, infatti, avevano già detto che, se entro domenica la Strada dei Parchi non avesse applicato la sentenza, sarebbero… rientrati in autostrada. E così è stato, con tutto ciò che ne è conseguito, ossia lunghe code, automobilisti irritati e disagi alla circolazione. «Questa volta non ci siamo fatti rilasciare il verbale di mancato pagamento – racconta Raimondo Sfrattoni, presidente del comitato -, ma abbiamo chiamato direttamente la Polizia».

Dopo essere entrati al casello di Colledara, in corteo i manifestanti hanno raggiunto Assergi e pagato il pedaggio di un euro e 40 centesimi. Il costo dovuto per questa tratta lunga meno di 20 chilometri. Per protesta, però, prima di uscire, il comitato ha atteso l’arrivo della Polizia per far verbalizzare la richiesta di verifica dell’esistenza dei presupposti per l’appropriazione indebita da parte della società Strada dei Parchi proprio alla luce della mancata applicazione della sentenza. «Crediamo proprio che questi requisiti possano sussistere – precisa Sfrattoni -. Fino all’ultimo abbiamo atteso e sperato che la Strada dei Parchi applicasse la sentenza del Tar del Lazio, ma così non è stato, a scapito, naturalmente, dei cittadini utenti e, in particolar modo, dei pendolari».

La protesta è iniziata alle 11. Prima, però, c’è stata la festa per il traguardo raggiunto, anche se ancora a metà. Tra i presenti, oltre ai sindaci della zona, c’erano anche il deputato di Pescara Maurizio Acerbo ed il presidente della Provincia di Teramo, Ernino D’Agostino. Assente, invece, ma per motivi personali, uno dei grandi sostenitori di questa battaglia, l’onorevole dei Ds Nicola Crisci. Ad oggi, gli aumenti dei pedaggi autostradali hanno superato il 60%. Basti pensare che, solo da gennaio, la tratta Colledara – Assergi è aumentata di 20 centesimi. La maggiore preoccupazione arriva da chi, operaio, percorre l’autostrada tutti i giorni, anche quattro volte al giorno. «Al costo del pedaggio – racconta un operaio incontrato durante la manifestazione -, bisogna aggiungere la benzina, l’usura delle ruote, il costo per un piccolo pranzo quando capita e il pericolo».