Più di un milione di euro per bonificare l’area dell’ex cantiere Cogefar a Casale di Isola del Gran Sasso.

Non si tratta di un finanziamento per la riqualificazione delle zone verdi ma bensì della cifra che l’Anas sarà costretta a sborsare dopo che il Comune di Isola del Gran Sasso ha vinto la causa contro la società che, diversi anni fa, abbandonò l’area in questione lasciando sul terreno diverso materiale inquinante, compreso il pericolosissimo amianto.

A sancirlo una sentenza del Tribunale di Teramo che porta la data del 6 maggio scorso, contro la quale la stessa Anas ha rinunciato a ricorrere in appello visto che, i giorni utili per farlo, sono ormai scaduti. I soldi, quindi, arriveranno direttamente nelle casse del Comune che li utilizzerà per bonificare un’area in piena zona Parco e velocizzare il progetto dell’area faunistica del Gran Sasso, che dovrebbe sorgere proprio in quelle zone.

Una vicenda che comincia nel 2004 quando l’amministrazione comunale, rappresentata dagli avvocati Mario Cheng Chi Chang, Stefano Ciarelli e Federico Mattucci, ha presentato un’azione di responsabilità per abbandono di materiali contro la Cogefar. In corso di causa, è stata la stessa Anas a rendersi conto della situazione e a bonificare parzialmente la zona in questione cercando di rimediare, almeno parzialmente, alla situazione di degrado. Un segno di come le richiese del Comune fossero più che lecite.

A rafforzare ancora di più la tesi degli avvocati dell’amministrazione isolana è arrivata, poi, un’indagine del Ctu che ha stabilito che la zona dove per anni ha insistito il mega cantiere per la realizzazione del Traforo del Gran Sasso, non fosse stata bonificata a fondo e senza alcuna opera di miglioramento.

Poco più di due mesi fa è arrivata la sentenza che ha dato ragione al Comune e che prevede il pagamento, comprensivo degli interessi maturati, pari ad una cifra di poco superiore al milione di euro. Soldi che dovrebbero arrivare a stretto giro e che permetteranno all’amministrazione di riqualificare una zona ad alta attrazione turistica, proprio alle pendici del Corno Grande.

«Si tratta di una somma che ci risarcisce di un danno subito nel corso degli ultimi anni – afferma il primo cittadino di Isola, Alfredo Di Varano – dopo che, lo smantellamento dei cantieri, aveva fortemente danneggiato il nostro territorio. Il fatto che l’Anas non faccia appello è sintomatico e ora possiamo accelerare verso la realizzazione della tanto attesa area faunistica che rappresenterà un fiore all’occhiello della nostra offerta turistica».

Una buona notizia, insomma, per tutti gli amanti della montagna che potranno tornare a godere di una zona molto suggestiva.

Fonte: La Città (Pietro Colantoni)