CastelliIscrivono i propri figli al primo anno di elementare a Castelli, ma i tre bambini vengono dirottati a loro insaputa al plesso di Isola del Gran Sasso.

I genitori lo scoprono solo da una segnalazione del preside all’ufficio scolastico provinciale. Le scuole elementari di Castelli e Isola del Gran Sasso fanno parte dello stesso istituto comprensivo “Parrozzani” ma distano l’una dall’altra dieci chilometri. E le famiglie dei tre bambini interessati abitano in contrade e frazioni lontane 15 chilometri da Castelli stessa: quindi, stando ai fatti, per andare a scuola i bambini dovrebbero affrontare quotidianamente 25 chilometri di strada.

Immediata la reazione dei genitori e delle famiglie degli altri 18 bambini che frequentano il plesso del comune montano. Dopo la mail protocollata del dirigente scolastico Rosario Di Luciano che ha invitato l’ufficio di largo San Matteo a prendere in esame «ogni utile iniziativa tesa a ridurre il disagio delle famiglie interessate», sono partite altre due lettere inviate in copia a tutti gli organi competenti, scuola, Comune, Provincia e Regione.

I genitori dei tre alunni scrivono all’Ufficio scolastico provinciale: «Ci sembra che ciò che è stato realizzato, a danno dei nostri figli, sia profondamente ingiusto e lesivo della libertà di scelta che ognuno ha diritto di esercitare e per questo chiediamo che le nostre indicazioni siano rispettate e che l’organico di diritto previsto per Castelli, da dove i nostri tre figli sono scomparsi, sia ripristinato nella sua correttezza e completezza».

Le famiglie fanno sapere di essere state convocate anche dal sindaco Enzo De Rosa. Quest’ultimo avrebbe dichiarato la volontà di tutelarne gli interessi scegliendo le modalità ritenute più opportune. Non meno combattivi i genitori degli altri studenti della scuola di Castelli che nella lettera hanno segnalato come «chiare ed eclatanti le motivazione del trasferimento: la presenza dei tre piccoli studenti a Castelli determinerebbe un ampliamento dell’organico di diritto, peraltro all’inizio dell’anno scolastico fortemente richiesto da noi famiglie vista la difficile situazione di gestione di un’unica pluriclasse.

Invece la loro presenza ad Isola non altererebbe minimamente la situazione e l’organico previsto per tale istituzione scolastica». I bambini, secondo i genitori, sarebbero stati «usati dunque come pedine nel triste gioco del taglio della spesa pubblica»: per questo motivo, in accordo con l’amministrazione e la popolazione, le famiglie hanno annunciato di attivarsi «nelle modalità e nelle sedi più opportune affinché ciò che sta accadendo non passi inosservato».

Fonte: Il Centro