Una richiesta di aiuto e un impegno civile

 

Segnaliamo la storia di Claudio Brugiapaglia, un ragazzo morto il 12 aprile 2004 nell’incidente occorso sul viadotto “Biselli”.
I familiari chiedono l’aiuto di tutti i cittadini per questa battaglia civile: per ottenere giustizia e rendere più sicuro un tratto di autostrada che molti di noi percorrono ogni giorno.

La lettera di Laura Brugiapaglia, sorella di Claudio. In allegato il pdf con la lettera e una breve rassegna stampa sull’evoluzione della vicenda.


Gent.mi organi di informazione,
a sette anni di distanza da un tragico evento che mi ha visto colpita negli affetti più cari, non posso non coinvolgerVi, chiedendo un aiuto mediatico e la condivisione di un bisogno di giustizia che avverto in maniera molto forte e che inizio a sentire, purtroppo, in pericolo. Per riuscirci cercherò di farVi una piccola cronistoria di ciò che mi è accaduto, con l’auspicio di coniugare al meglio chiarezza e sintesi.
Tutto iniziò il 12 aprile 2004 quando mio fratello Claudio Brugiapaglia morì a seguito di un incidente stradale occorso sull’autostrada A24 Roma-Teramo, in direzione di quest’ultima ed a poche centinaia di metri dall’uscita del traforo del Gran Sasso, precisamente in corrispondenza del viadotto “Biselli”.

Fin qui, purtroppo, nulla di strano, perché sono tante le famiglie che contano affetti persi sull’asfalto.
Passata la prima fase di dolore straziante, perché Claudio (che ali’ epoca aveva 34 anni) era l’ultimo componente della mia famiglia ancora in vita, si fece strada il sospetto che in quell’incidente ci fossero troppi punti oscuri.
Perdere la vita volando giù da un viadotto di 72 metri, dopo aver sfondato un guard-rail con una berlina che procede a velocità obbligatoriamente moderata, era sicuramente un fatto che andava approfondito e che faceva sorgere una miriade di domande. Per questo decidemmo di rivolgerei alla Giustizia.

L’iter processuale si avviò il 4 settembre 2004 con il deposito, su consiglio del nostro legale avv. Riccardo Leonardi di Ancona, della mia denuncia; dopo qualche mese il procedimento ebbe i primi sviluppi anche a seguito di un ulteriore decesso per incidente su quel viadotto maledetto (occorso a tal Marco lommi, di anni 38). Il 30 novembre 2004 fu ammesso un incidente probatorio per dare certezza ai nostri sospetti. Fu incaricato il prof. Naticchia, docente di scienza delle costruzioni all’Università Politecnica delle Marche, il quale – dopo quasi un anno (precisamente il 5 ottobre 2005) – dimostrò inconfutabilmente che quel tratto di A24 Roma-Teramo che attraversa il Comune di Isola del Gran Sasso, oltre ad essere scarsamente manutenuto, fu costruito in maniera difforme rispetto al progetto in quanto:

  • il cemento utilizzato per la costruzione del viadotto era del tipo “350” e non del “500” come previsto;
  • la pendenza della sede stradale (trattandosi di curva) era del 2% anziché del 6%;
  • i pali di sostegno del guard-rail erano stati affondati nel cemento per 21 centimetri anziché 27;
  • le traverse di raccordo dei vari pali, che dovevano essere anch’esse affogate nel cemento a rinforzo della struttura, non erano state mai montate.

E, come se non bastasse, ci fu pure qualcuno che collaudò quell’autostrada o, comunque, quel tratto autostradale che oggi è regolarmente aperto, transitato ogni giorno da migliaia di veicoli e che, ovviamente, è soggetto a pedaggio (pure salato).

Avete mai sentito dire che “i soldi mandano anche l’acqua in salita”?

Si è dovuto attendere ancora un anno, ovvero fino al 6 novembre 2006, per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio con fissazione di udienza preliminare, che si tenne il 15 marzo 2007; da li trascorsero ancora sette mesi per poter vedere la prima udienza dibattimentale, tenutasi il 17 ottobre 2007.

Da quel giorno il processo, che oggi vede sei imputati alla sbarra per omicidio colposo, disastro colposo ed omissione di ripari (Giovanni Nocentini Terchi – all’epoca direttore dei lavori per l’Anas
del tronco dove si trova il viadotto, Antonio Caputi – capolotto dell ‘Anas nella realizzazione del tratto in cui si trova il viadotto , i tecnici della Strada dei Parchi Giorgio Serra – capo area manutenzione , Giuseppe Savini – responsabile della sezione operativa di manutenzione, Roberto Salza – supervisore delle sezioni operative, Claudio Nugnes – capo ufficio manutenzione opere civili) procede stancamente ed a colpi di rinvii perché è chiaro che viste le parti in causa (Anas ed Autostrada dei Parchi in primis , da noi citati come responsabili civili), c’è tutto l’interesse a farlo cadere in prescrizione cosi – come spesso accade nel Bel Paese – tutto verrà insabbiato, aggiungendo la beffa al danno (visto che le pene applicabili per i reati ipotizzati non porteranno nessuno in carcere).

Nello stillicidio processuale, che ha visto susseguirsi ben tre giudici monocratici, va sicuramente evidenziata la condotta della dott. sa Angela Di Girolamo che, insediatasi il 23 settembre 2009 (frattanto trasferita alla Corte di Appello de L’Aquila, ma “applicata” per il presente procedmento), ha già collezionato quasi un anno di rinvii, l’ultimo dei quali (al 29 settembre 2011, come disposto nell’udienza del 26 maggio scorso che non ha avuto corso) per richiesta di due degli avvocati degli imputati (Anas e Sig. Serra) con motivazioni decisamente non accoglibili (uno era impegnato in altro processo a Roma, l’ altro ha presentato un certificato medico per sciatalgia con prognosi di tre giorni ).

Andando avanti di questo passo, il prossimo 12 novembre (o poco oltre, visti i diversi rinvii chiesti dagli imputati), ad oltre sette anni dalla morte di Claudio, il processo penale cadrà in prescrizione senza neanche essere giunto al primo grado di giudizio, con buona pace di quella parte dello Stato che pensa solo a tutelare se stessa ed i propri interessi – spesso illeciti, incurante della salvaguardia dei contribuenti e di tutti coloro che ancora credono in questa “italietta” ,

E con altrettanta buona pace del sistema giudiziario, che risulta fare acqua da tutte le parti (con le dovute eccezioni del caso) e che, con questo modus operandi, non può non essere accusato di essere fazioso ed al servizio di poteri trasversali.

Non volendo perdermi in polemiche sterili, ma ritornando alla straordinaria semplicità dei fatti accaduti, da normale cittadina quale sono – educata al rispetto delle regole e madre di un bimbo al quale dovrò dare delle risposte – non posso non rivolgermi alcune domande: 

  • visto che su quel tratto autostradale, da documentazione che ho visionato personalmente, avvengono sistematicamente incidenti (anche due alla settimana), perché nessuno è mai intervenuto per capirne le ragioni?
  • se, invece di una berlina, fosse precipitato un pullman carico di passeggeri, sarebbe stato così facile tenere “bassi i toni” sulla vicenda?
  • è giusto pagare un pedaggio sapendo di percorrere una strada a rischio?
  • trattandosi di fatti pubblici (è in corso un processo penale) legati all’utilizzo di beni dello Stato, perché non è ancora intervenuto il Ministero dei Trasporti a tutelare gli automobilisti?
  • in definitiva, questo Paese ci merita come cittadini?

Paradossalmente questi fatti sono rimasti fino ad oggi in ambiti pressoché personali, salvo qualche fugace apparizione sulla stampa marchigiana; spero tuttavia che quanto riportato in questa lettera (che ovviamente è supportato da specifica documentazione) possa ridestare l’attenzione su una triste vicenda personale (ma che, di fatto, è anche di interesse pubblico) che rischia di essere dimenticata a danno di tutti coloro che credono sia normale avere giustizia.

Laura Brugiapaglia


Tutti siamo inviatati ad iscriverci al gruppo Facebook per aumentare la pressione sugli organi di informazione e non lasciar cadere nel nulla questa battaglia civile.

 

Giustizia negata
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  • MariannaMJ [n.a.]

    Non so se tornerai a leggere queste pagine Laura, ma mi chiedo cosa potremmo fare noi di concreto visto il procedimento penale in atto.

    Purtroppo non ho risposte alle tue domande, anzi mi viene una serie di punti interrogativi:
    Da dove è desunto il dato "due incidenti a settimana"?

    Sul resto: non sarebbe giusto neanche percorrerle le strade a rischio, a prescindere che siano a pagamento o meno.

    Sul coinvolgimento del Ministero dei Trasporti – anche qui non saprei risponderti, ma il tuo avvocato non ha pensato di scrivere all'ufficio legale dello stesso? Come dovrebbe intervenire lo stesso Ministero nel processo in corso?

    L'ultima domanda – se questo Paese ci merita come cittadini – spesso me la faccio al contrario: merito un Paese come questo? La risposta non la conosco, ma di sicuro non è il Paese che sognavo da adolescente e poi da studentessa universitaria, ma qui andiamo fuori tema.

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  • Laura Brugiapaglia

    Cara Marianna,
    cosa fare? Indignarsi, innanzi tutto. E ci sono tanti sistemi per farlo, non ultimo quello di iscriversi al gruppo aperto su Facebook "giustizia negata Claudio Brugiapaglia". Tempo fa lessi che la Vostra comunità aveva un comitato che protestava proprio in relazione alla scarsa sicurezza dell'A24. Che fine ha fatto?
    Tutto quello che è stato indicato nella lettera proviene da fonti certe e verificabili, con documentazione in possesso del mio legale. Comunque la volontà non è quella di fare polemica gratuita, ma di evitare che cada in prescrizione un processo penale che tutela interessi comuni.
    Il resto sono opinioni personali, che ognuno di noi può condividere o meno.
    Grazie comunque per il tuo intervento.

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  • Gianluca Di Carlo

    Appena ho letto la storia ho subito pensato all'omicidio di Federico Aldrovandi, avvenuto a Ferrara nel 2005, inizialmente la morte fu fatta passare per un malore dopo un arresto, mentre in realtà, grazie all'ostinazione dei familiari, e contro molte resistenze della giustizia ufficiale, è stato scoperto essere stato un omicidio ad opera di alcuni poliziotti. Trovate tutta la storia qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico… molto inquietante.

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  • ang

    posso dire che le mancanze tecniche della costruzione,del cemento ,del guardrail hanno sicuramente causato la tragedia
    in quanto non garantiscono ,con quelle deficenze,la tenuta all'impatto per la velocità per quel tratto.

    Infatti la progettazione di quegli elementi ha senso solo se garantiscono ,per la velocità consentita ovviamente e fino ad un certo carico,di non finire di sotto se stanno li solo per bellezza o per far vedere che ce li hanno messe,allora meglio non metterli
    Purtroppo chi insegue il profitto risparmia in primis sulla sicurezza(ecco perchè costruire centrali atomiche in Italia è follia!)anche corrompendo i funzionari pubblici che dovrebbero controllare.

    Tutto ricorda un pò quanto accaduto all'Aquila per il terremoto,strutture progettate male e realizzate peggio,affarismo ed incompentenza(spesso anche dei progettisti che non vengono certo reclutati per le proprie capacità,infatti convincere una persona competente a commettere simili illeciti è difficile,convincere un progettista poco competente col ricatto del lavoro o dei premi produzione è molto facile o vogliamo parlare dei tecnici comunali quasi mai esperti o competenti nel ruolo che ricoprono e che hanno sempre un ruolo chiave come appunto all'Aquila dove anche li si fa di tutto per mandare in prescrizione i processi..!).
    Penso all'ospedale dell'Aquila costruito da Impregilo e qualche collegamento lo faccio…
    Ho lavorato in enti pubblici(e comuni!) e so cosa significa incompetenza.

    Un cemento/calcestruzzo rck 300 'resiste' a 30Mpascal un rck500 a 50Mpascal di pressione a rottura
    ciò significa che tiene fino ad un certo impatto calcolato in base alla velocità consentita e per un carico medio(sicuramente non per un camion od un pullman ma per un veicolo basso,vista l'altezza del guard rail e non troppo pesante)ossia è in grado di assorbire l'energia cinetica di un auto in corsa che si trasforma all'impatto in una fortissima accelerazione delle strutture atte a sostenere l'urto.

    Questo applica una forza al centro (in altezza)del guardrail che ha come punto massimo di sforzo(ove non ceda la struttura metallica stessa) quello di aggancio al basamento dicemento armato..
    Sebbene sia una struttura reticolare(alzate e traverse)la si può considerare in caso di impatto ed in prima approssimazione una trave a sbalzo(vista la modesta tenuta locale laterale in caso di impatto,a maggior ragione mancando le traverse!) e che quindi ha come punto di rottura o di piegatura a causa del momento flettente massimo proprio nel punto di aggancio .

    Ovvio quindi che sono decisivi sia il cemento che anche l'affondamento di 21 invece di 27cm al fine di trattenere l'impatto(sempre appunto che non ceda prima o si pieghi del tutto il materiale metallico del guardrail ma il professore di scienza delle costruzioni l'avrà sicuramente valutato..infatti se cedesse prima il materiale metallico in quel caso non sarebbe colpa del cemento ma di chi ha messo quelle barriere evidentemente inadatte).

    Detto questo ossia la scarsa capacità di contenimento(trascurabile nel caso di camion o pullmann che evidentemente nella scelta dei progettisti costoro sono stati condannati a morire..) è la stessa pendenza laterale(contropendenza,strada che butta fuori dove la forza centrifuga in prossimità di curvatura anche blanda si somma alla componente della accelerazione della forza peso in direzione di fuga ossia tangente alla superificie stradale,appunto definite curve in contropendenza laterale che si accompagna al fatto che è in discesa e quindi si percepisce peggio la velocità e soprattutto un eventuale azione frenante a causa del peso può causare la perdita di attrito dell'avantreno e cmq il momento rotatorio che si crea tra parte anteriore e posteriore soprattutto nelle auto lunghe possono portare a sbandamenti facilmente ove non testacoda..!) in curva a costituire un pericolo(ci sono passato parecchie volte e solo grazie alla mia perizia ho evitato di finire male…ed ho visto personalmente
    schiantarsi davanti a me un Jaguar che evidentemente non conosceva la strada..sebbene procedesse a velocità non sostenuta..

    quindi che dire?

    strada progettata male ,guardrail non a norma gli ingredienti per il pericolo ci sono..
    in molte autostrade italiane è stato sostituito e rafforzato il guardrail nei tratti a rischio..
    ecco basterebbe fare quello..e si eviterebbero in futuro altre morti,almeno li..
    e già che ci siamo pensare pure che li ci passano molti camion e pullmann e quindi progettarlo per contenere anche simili impatti..
    lo so essendo la strada fatta male ci vorranno dei super guardrail ma ci sono ed i soldi basta toglierli ai dirigenti inutili ed incompetenti che però sfacciamente derubano enti e comuni con stipendi stellari e premi di produzione.. che gridano vendetta..

    per quanto riguarda il processo,figuriamoci…l'Italia è tutta cosi',questa è la vera mafia,quella che veramente uccide ed impunemente viene prescritto ma a noi vogliono fare credere che la prescrizione serve solo a Berlusconi e che gli omicidi siano solo quelli di Sara,Yara,Melania ..mentre i migliaia di morti sulle strade ed i feriti gravi e gli invalidi i migliaia di morti sul lavoro quelli non meritano una sola trasmissione televisiva a fronte di centinaia per gli omicidi ''mediatici''
    questa è la mafia vera,ossia le lobbies che hanno in Italia il vero potere..tutto il resto è fiction (insaguinata)per distrarre.

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  • Laura Brugiapaglia

    Ringrazio di cuore il Vs. portale e chi ha scritto e commentato la mia richiesta di aiuto, in paricolare questo ultimo commento…
    Con l'occasione, invito tutti coloro che volessero sostenermi a affiancarmi alla prossima udienza che si terrà presso il Tribunale di Teramo il giorno 21-07-2011 alle ore 10,00… io ci sarò e spero tanto di avere al mio fianco tanti amici e sostenitori di quella che ritengo sia una doverosa richiesta di giustizia nell'interesse di tutti. Credo infatti che questa assurda vicenda riguardi anche tutti Voi che quotidianamente vivete a contatto con infrastrutture che attraversano il Vostro Comune mettendo in pericolo le Vostra vite.
    Se pensate di poter venire all'udienza vi prego di confermare la Vs. presenza all'evento sul gruppo aperto facebook "giustizia negata claudio brugiapaglia" oppure scrivendomi una mail all'indirizzo riportato su facebook.
    Grazie. Laura

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  • laura brugiapaglia

    di tutta risposta l'udienza non si è tenuta per assenteismo totale (mancavano il giudice, gli imputati e buona parte dei legali ….) vai a capire i motivi… tutti legittimati e senza dover rendere conto a nessuno… l'udienza è stata rinviata al prossimo 29.09.2011….per altro a ridosso della prescrizione e tutto senza dover rendere conto a nessuno… complimenti che bella giustizia !!!!!!!!!!!!!
    Io chiaramente c'ero e ho fatto mettere agli atti la mia presenza quale parte civile… che schifo senza pari…
    evidentemente la mia voce è troppo flebile difronte alla potente macchina della in-giustizia ed al potere delle controparti… tutto è lecito… complimenti !!!

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  • laura brugiapaglia

    ERA GIUSTO E DOVEROSO DA PARTE MIA SEGUIRE QUESTO PROCESSO FINO IN FONDO, ANCHE SE LE SORTI DELLO STESSO ERANO GIA' STATE TACITAMENTE STABILITE DA CHI – DIFRONTE AD UN INCIDENTE PROBATORIO ESEGUITO DA UN CTU DEL TRIBUNALE (PROF.NATICCHIA) CHE DIMOSTRAVA INCONFUTABILMENTE DELLE RESPONSABILITA' CERTE NEI CONFRONTI DEGLI IMPUTATI NON SI VOLEVA ASSUMERE LA DOVEROSA RESPONSABILITA' DI CONDANNARE GLI… STESSI. RINVII DOPO RINVII SIAMO COSI' ARRIVATI A RIDOSSO DELLA PRESCRIZIONE ED AVENDO IO, IN QUALITA' DI PARTE CIVILE, FATTO TUTTO QUANTO IN MIO POTERE PER MOBILITARE LE COSCIENZE CIVILI E L'OPINIONE PUBBLICA, IL GIUDICE MONOCRATICO INCARICATO ANGELA DI GIROLAMO – HA PENSATO BENE DI NON USCIRNE CON UNA PRESCRIZIONE SENZA ESSERE ARRIVATA NEPPURE AD UN PRIMO GRADO DI GIUDIZIO DOPO BEN SETTE ANNI E MEZZO DI RINVII, DOVENDO PERALTRO IN QUEL CASO DOVERNE RISPONDERE PROFESSIONALMENTE A TERZI SCOMODI.
    COSI' DIFRONTE AD UNA PIU' CHE LEGITTIMA RICHIESTA DI CONDANNA PER TUTTI GLI IMPUTATI A TRE ANNI E DUE MESI DI RECLUSIONE RICHIESTA DAL PUBBLICO MINISTERO E SOPRATTUTTO DOPO AVER SENTITO LE PERSUASIVE TESI SOSTENUTE DALLA CONTROPARTE, LE QUALI SEPPUR SOGGIACENDO A QUANTO RIPORTATO NELLA PERIZIA DEL CTU DEL TRIBUNALE
    (PUBBLICA E AGLI ATTI) CHE EVIDENZIAVA NUMEROSE ANOMALIE COSTRUTTIVE E MANUTENTIVE DI QUEL TRATTO AUTOSTRADALE DELLA A/24 – DICHIARAVANO CHE NON SI SAREBBE POTUTO DIMOSTRARE CHE QUALORA L'AUTOSTRATA FOSSE STATA COSTRUITA E MANUTENUTA SECONDO PROGETTO E SULLA BASE DELLE NORMATIVE L'AUTOVETTURA DI CLAUDIO NON SAREBBE COMUNQUE PRECIPITATA DAL VIADOTTO
    INTANTO A NORMA (L'AUTOSTRADA) NON LO ERA, QUESTO E' STAO PROVATO, MIO FRATELLO CLAUDIO E' MORTO, NESSUNA GIUSTIZIA E' STATA FATTA E TUTTI GLI IMPUTATI SONO STATI ASSOLTI PERCHE' IL FATTO NON SUSSSTE!!!
    COMPLIMENTI ALLA GIUSTIZIA, AVEVA PROPRIO RAGIONE LA SEGRETERIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA QUANDO DIFRONTE AD UNA MIA DENUNCIA/ RICHESTA DI AIUTO CHE EVIDENZIAVA CIO' CHE STAVA ACCADENDO MI AVEVA RISPOSTO DI CONFIDARE NELL'OPERATO DELLA GIUSTIZIA E DELLA MAGISTRATURA!!!
    NO COMMENT

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  • SARA

    MI DISPIACE, PURTROPPO NON E' QUESTO IL PAESE E PROBABILMENTE NON E' NEMMENO QUESTO IL MOMENTO PIU' OPPORTUNO PER AVERE GIUSTIZIA.
    LO DIIMOSTRA PIU' CHE MAI LA TUA STORIA CHE HA SI, DELL'INCREDIBILE, MA CHE NON MI STUPISCE PIU' DI TANTO PER NOI CHE SIAMO ORMAI AVEZZI A STORIE DEL GENERE. E QUESTO MIRAMMARICA PROFONDAMENTE CI SIAMO DAVVERO LIVELLATI VS IL BASSO CHE NESSUNO SCHIFEZZA CI STUPISCE PIU'.
    IL MESSAGGIO E' PER DIRTI CMQ CHE I SONO VICINA, PER QUANTO POCO POSSA ESSERE.UN ABBRACCIO

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