Tonnellate di ruote e rifiuti tossici accanto al parco nazionale

Un’enorme discarica abusiva in cui è stato depositato materiale inquinante e nocivo di ogni genere. E’ un sito nascosto tra il verde delle colline che circondano la frazione di Trignano ad Isola del Gran sasso e che rappresenta un altro scempio ambientale ai confini del Parco nazionale del Gran Sasso.

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La scoperta fa seguito al ritrovamento, poche settimane fa, di lastre di eternit negli ex cantieri della Cogefar a Casale San Nicola. Si tratta di una distesa di rifiuti che si estende per un’area di 500 metri quadrati e che è composta da ogni tipo di materiale. Materiale nocivo che è tuttora esposto alle intemperie. Il sito rappresenta, probabilmente, una delle discariche abusive più grandi dell intera provincia.

Percorrendo la stradina che porta sul luogo si notano due collinette artificiali costituite da pneumatici fuori uso e da scarti di materiale edile. Sono presenti, inoltre, elementi di plastica di vario genere, alcuni materassi in decomposizione, del ferro ormai arrugginito e persino alcuni pezzi di eternit, il pericoloso materiale da costruzione che, una volta lesionato, rilascia le sue fibre cancerogene nell’ambiente circostante.

La scoperta è avvenuta in seguito ai controlli che, i volontari del Corpo delle guardie giurate provinciali, stanno compiendo sul territorio. Controlli che rientrano nel programma del piano provinciale di vigilanza ambientale, ittico e venatoria. «E una zona nascosta dalla vegetazione in cui nessuno immaginerebbe la presenza di una discarica ma, nonostante questo», afferma, Gaetano Ercole, coordinatore delle guardie giurate provinciali. «Personalmente sono rimasto colpito dalle enormi dimensioni e dalla tipologia del materiale depositato che rappresenta un pericolo per la salute e per l ambiente». Si tratta di un ritrovamento casuale che rientra nell’azione di controllo del territorio che il corpo degli agenti faunistici ambientali Enal sta portando avanti da diversi mesi. «Non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione», continua Ercole, «perché la zona è lontana dalla strada e seminascosta dalla vegetazione».

Nel frattempo sono scattate le indagini da parte della polizia provinciale affiancata dagli uomini dell’Enal.

Il primo passo è rappresentato dalla individuazione dei proprietari dei terreni attraverso il controllo dei documenti catastali del Comune di Isola. «La discarica rappresenta, con molta probabilità, il più grande sito abusivo di stoccaggio di rifiuti di tutta la provincia teramana», conclude Ercole, «e noi continueremo nell’azione di controllo sul territorio affinché si possano perseguire coloro che si rendono responsabili dell inquinamento dei terreni».

Fonte: Il Centro (p.c.)