Come un gioco, una grossa canzonatura, ecco come appare agli isolani la storia delle macerie de l’Aquila che in teoria potrebbero essere scaricate, almeno parte di esse, in un deposito ubicato a Corazzano, Isola del Gran Sasso. 

«Appare una burla – si legge in uno dei tanti siti Internet di Isola – la beffa più grande è che siamo stati esclusi dal cratere sismico, ma nello stesso tempo è stato individuato dalla protezione civile un possibile deposito nel nostro territorio e ci mandano le macerie!». 

E il sindaco, Fiore Di Giacinto, chiarisce la situazione: «Il ricorso al Tar è stato un atto dovuto alla popolazione; Isola è collocata proprio al centro della rosa sismica, quasi tutti gli altri comuni sono stati accettati nonostante presentassero meno danni di noi, i numeri delle case inagibili si aggirano sui 400, e in nessuna frazione del comune è possibile svolgere le funzioni religiose; Abbiamo fatto tutto il possibile per Isola, in ultimo anche un Consiglio congiunto con Crognaleto (altro comune escluso) e con il governatore più un’ulteriore lettera a cui Chiodi deve ancora rispondere. Adesso non ci rimane che attendere l’esito del Tar a primavera – poi sottolinea – per il fatto delle macerie non c’è nulla di stabilito: il deposito, di un privato cittadino, ha subito un supplemento di indagine dalla protezione civile, se sarà ritenuto idoneo non vedo perché non si debba aiutare il popolo aquilano, ovviamente tutte le azioni saranno super controllate. Il Comune sorveglierà per tutto il tempo».

Fonte: Il Messaggero

 

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p.s.: ringrazio Andrea per la segnalazione dell’articolo.