“Sulla esclusione dei
Comuni Isola del Gran Sasso e Crognaleto è mia intenzione chiedere
delucidazioni alla Protezione civile a proposito dei parametri usati
per l’inserimento nell’area del cosiddetto ‘cratere’. Mi farò portavoce
della richiesta di questi Comuni di una valutazione comparativa
rispetto ad altri per verificare se ci sono le condizioni per nuovi
rilievi tecnico-scientifici e per un eventuale inserimento nell’elenco
dei centri terremotati”.
Sono parole del Presidente Gianni Chiodi
che ha partecipato ad un consiglio comunale congiunto, convocato dai
due comuni del teramano esclusi, nonostante abbiano denunciato danni,
causati dal sisma, di rilevanti proporzioni.

I sindaci di Isola
del Gran Sasso, Fiore di Giacinto, e di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo
evidenziano una situazione ormai insostenibile. I problemi sarebbero
enormi sia per quanto riguarda i danni alle strutture, sia per
l’impatto sul tessuto socio-economico che ha visto ripercussioni
pesanti anche sull’attività turistica.
I due sindaci chiedono di
effettuare nuove verifiche anche a seguito di una nuova serie di scosse
successiva a quella del sei aprile che hanno visto come epicentro
l’area del Gran Sasso versante teramano e, in modo particolare, la zona
di Crognaleto.
Hanno espresso, quindi, indignazione rispetto alle
ultime scelte operate per l’ampliamento della lista dei Comuni
terremotati e dall’incontro è emersa una forte volontà di intraprendere
tutte le iniziative necessarie per fronteggiare questa situazione con
l’obiettivo di ottenere il riconoscimento.

Il presidente Chiodi,
preso atto delle rimostranze, ha assicurato il massimo impegno per
individuare tutti i percorsi idonei a fornire massima chiarezza sulla
vicenda.
A Crognaleto risultano 66 edifici inagibili, 135
danneggiati che richiedono interventi minori, 200 sopralluoghi sono
ancora da effettuare. Sono danneggiate 19 chiese e 14 edifici del
patrimonio comunale.
Ad Isola del Gran Sasso, invece, sono inagibili
25 chiese, 11 edifici pubblici e 272 privati. Altri 341 presentano
danni, sia pure di lieve entità, a seguito del sisma.