Il consigliere provinciale Sfrattoni: “Quanto prima torneremo a bloccare l’uscita del casello autostradale”.
Approvato un’ordine del giorno in consiglio provinciale per eventuale nuovo ricorso.

Discutine nel forum

Si profila all’orizzonte una nuova
protesta di quel comitato che, anni fa, si costituì al primo rincaro
delle tariffe autostradali lungo la A24. Raimondo Sfrattoni,
consigliere provinciale di Rifondazione, a muso duro, infatti,
annuncia: «Quanto prima torneremo a bloccare l’uscita del casello
autostradale».

La stessa forma di protesta che Sfrattoni insieme ad un
nutrito gruppo di pendolari mise in atto all’uscita di Colledara. Il
risultato? Altri tre rincari che, ad oggi, hanno fatto segnare il 100
per cento di aumenti dei pedaggi lungo l’autostrada che porta alla
Capitale. Così chi prima pagava 70 centesimi da Basciano a Colledare,
oggi paga un euro e 40 centesimi: 120 euro in più all’anno per un
pendolare che lavora a Basciano o a Teramo ma vive ad Isola.

Nel
frattempo il Consiglio provinciale ha votato all’unanimità, con alcune
modifiche, l’ordine del giorno presentato proprio da Sfrattoni
sull’aumento delle tariffe autostradali, l’ultimo è scattato il 6
agosto. Il documento impegna la Provincia a inoltrare «richiesta di
accesso agli atti per un eventuale ricorso», si tratterebbe del secondo
dell’Ente, nonché ad «incontrare la dirigenza della società Strada dei
Parchi», richiesta quest’ultima sollecitata dal consigliere del Pdl
Carlo Taraschi, «al fine di concertare politiche a vantaggio delle
popolazioni locali, vessate dagli oneri dei pedaggi autostradali».

Nell’ordine del giorno si stigmatizza il comportamento della Strada dei
Parchi con riferimento all’ultimo aumento, attuato quando è ancora in
discussione al Tar del Lazio la causa sui precedenti aumenti. «Ritengo
che il problema sia sempre lo stesso – commenta l’ex onorevole dei Ds
Nicola Crisci, lo stesso che durante la propria legislatura ha fatto di
tutto per tutelare i cittadini dai rincari -. In Italia si fanno le
privatizzazioni, le convezione, si opera in regime non sottoposto a
concorrenza e poi non si rispettano le convezioni stipulate. Quella
fatta con l’Anas fino a poco tempo fa non era stata rispettata dalla
Strada dei Parchi. Gli aumenti sono legittimi ma se vengono corrisposti
gli obblighi. Basti pensare che da convenzione il raddoppio della Villa
Vomano-Teramo doveva essere concluso entro il 2007. Per non parlare di
tutta una serie di lavori da fare a Roma tra Lunghezza e via Palmiro
Togliatti in tempi che ormai sono andati».

Fonte: Il Messaggero