Fa festa Legambiente: il progetto del terzo traforo del Gran Sasso s’è fermato, non ci sono più le risorse economiche messe a disposizione con la legge 366/90. Con ordinanza del Presidente del Consiglio, infatti, l’Anas, titolare del progetto, viene obbligata a trasferire le risorse economiche al commissario straordinario per la realizzazione di lavori di messa in sicurezza dei Laboratori del Gran Sasso e la bonifica delle aree inquinate. Sembrano in tal modo trovare soddisfazione quindici anni di lotta di ambientalisti e cittadini contro il terzo traforo. "Auspichiamo che le ingenti risorse a disposizione del commissario -dice Antonio Ricci, presidente regionale di Legambiente- siano utilizzate al più presto per garantire sia la sicurezza dei Laboratori che della più grande e vulnerabile risorsa d’acqua abruzzese". E Roberto Della Seta, che di Legambiente è presidente nazionale, celebra "la visione non oscurantista nei confronti della ricerca scientifica, che è quella che da sempre contraddistingue la nostra associazione, viene formalmente riconosciuta con un atto del Governo. E’ la conferma che scienza e ambiente possono e devono convivere nell’interesse delle comunità". Infine Ermete Realacci (nella foto) , parlamentare della Margherita e presidente onorario di Legambiente, da lui a lungo guidata. "Il buon senso ha prevalso sulla logica degli appalti ed ha salvaguardato un centro di ricerca di eccellenza mondiale e una risorsa ambientale straordinaria quale è il Gran Sasso d’Italia".