Il commissario del Parco Gran Sasso e Monti della Laga vuole chiedere la demolizione dell’immobile costruito abusivamente e sequestrato (tre persone indagate) dal Corpo forestale, nel territorio del Comune di Isola. Stefano Allavena, infatti, ha comunicato l’intenzione dell’ente di chiedere un intervento repressivo volto alla demolizione della costruzione ed al ripristino ambientale dell’area nello status quo ante, oltre al risarcimento dei danni apportati all’ambiente. Danni ingenti vista la gravità dell’abuso e considerato il valore naturalistico dell’area: uno dei luoghi più belli ed incontaminati del Parco, posto proprio sotto il Paretone della vetta orientale del Corno Grande. «E’ inconcepibile – ha dichiarato Allavena – che, a tutt’oggi, si possa pensare di eludere la legge attuando indisturbati abusi edilizi in aree nevralgiche del Parco, prescindendo dall’autorizzazione dello stesso e da ogni valutazione d’incidenza. Appare pleonastico rammentare che un Parco è un bene della collettività, frutto anche delle scelte attuate dalle amministrazioni locali, finanziato dallo Stato allo scopo di salvaguardare un patrimonio da tutti condiviso di valori paesaggistici, naturalistici e culturali». Il caso di Isola, nella sua inusitata gravità, indica la necessità di intensificare le azioni di sorveglianza e di controllo, del resto già preannunciate dall’ente Parco, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato. «Sarà ferma la volontà del Parco nel perseguire a norma di legge qualunque azione di depauperamento della fauna e del paesaggio e di cementificazione del suolo – ha concluso Allavena -. Chiamiamo i sindaci dell’area protetta a continuare con noi un’azione sinergica di vigilanza sul territorio. Un grazie ai Forestali che con il rigore e la costanza del loro impegno consentono al Parco di realizzare pienamente la propria missione di conservazione e di tutela dell’ambiente».