Centrale nucleare tra Marche e Abruzzo?
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Avrebbe dovuto restare il regno degli aironi mentre dalla zona Sentina
c’è il rischio di veder svettare una centrale nucleare. A lanciare
l’allarme è l’onorevole ascolano Amedeo Ciccanti dell’Udc. «Da
informazioni ufficiose», scrive al ministro dell’Economia, «sono venuto
a conoscenza che codesto ministero, tra le aree compatibili
all’insediamento di centrali nucleari, ha individuato anche la zona
Sentina di San Benedetto». «Rispetto ai 12 siti individuati per le
centrali maggiori, quello della Sentina rientrerebbe tra i 15 siti per
le centrali minori», continua l’onorevole, «la compatibilità di tale
sito sembra sia stata definita in rapporto al rischio sismico,
alluvionale e franoso, che hanno dato esito positivo; anche la
compatibilità con la densità di popolazione sembra sia risultata
positiva». Ciccanti chiede «se risulta fondata una tale evenienza e se
gli studi di compatibilità in atto hanno riscontrato esito positivo per
l’eventuale insediamento di una centrale nucleare nella zona Sentina di
Porto d’Ascoli nel Comune di San Benedetto del Tronto» e «quale
procedura eventualmente si prevede di mettere in atto riguardo al
coinvolgimento nella decisione degli enti locali interessati e della
Regione Marche».
L’interrogazione a risposta scritta apre uno squarcio inquietante su un territorio cerniera tra Marche e Abruzzo, tra San Benedetto e Martinsicuro. Non si è fatta attendere la levata di scudi della Riserva naturale regionale Sentina, per voce di Giuseppe Marcucci . «Dando per scontata la nettissima opposizione dell’organismo di gestione della Riserva nei confronti dell’assurda costruzione di una centrale nucleare, è nostro dovere sottolineare come il territorio della Sentina è stato, per legge, destinato ad altri scopi assolutamente incompatibili con le indiscrezioni degli ultimi giorni.Gli effetti di un intervento del genere rappresenterebbero il colpo di grazia a un territorio, quello piceno e sanbenedettese, già fortemente provati dalla crisi industriale. Ci riferiamo agli effetti catastrofici che la costruzione della centrale avranno sul turismo della Riviera delle Palme, senza parlare poi della totale compromissione di uno degli ultimi lembi di litorale adriatico non antropizzato. Il comitato di indirizzo della Riserva vigila attentamente e nel caso in cui le indiscrezioni si dovessero trasformare in documenti ufficiali, sarà capofila nel contrasto a tali interventi scellerati».
San Benedetto è pronta a dichiararsi comune
denuclearizzato e ad alzare le barricate. E sulla vicina costa
abruzzese i sindaci sono in allarme, anch’essi pronti a scendere in
campo contro il progetto. «Nello studio del Cnr», riferisce Paolo
Canducci , assessore alle politiche ambientali di San Benedetto, «c’è
in effetti il nome della nostra città. Naturalmente, l’unico posto
possibile per la costruzione di una centrale è la Sentina». Che, per
inciso, è un’area protetta da vincoli ambientali. «Ma il problema
nucleare», continua il politico, «non esiste, perché se per la
costruzione di siti occorrerà coinvolgere gli enti locali questi
diranno no. Nel piano energetico ambientale regionale delle Marche non
si prevede l’utilizzo di questo tipo di energia e sono contrari anche
l’ente Provincia e il Comune che rappresento. Se invece si userà la
forza, ad azioni antidemocratiche seguiranno reazioni
antidemocratiche».
Intanto il gruppo consiliare dei Verdi, di cui
Canducci fa parte, presenterà una mozione per far diventare San
Benedetto comune denuclearizzato, cioè un comune dove non si potrà
costruire centrali, realizzare depositi di scorie e far transitare
carichi di scorie. Il piano svelato dal senatore Ciccanti, che ha
chiesto chiarimenti al governo sulla collocazione dell’impianto al
confine tra Marche e Abruzzo, scrivendo al ministro Giulio Tremonti ,
mette in fibrillazione i comuni costieri teramani.
Da Martinsicuro e
Alba Adriatica arrivano ferme prese di posizione contro la centrale
nucleare sulla spiaggia. «Per il turismo sarebbe una mazzata letale»,
dicono i sindaci dei due paesi, «è un’ipotesi da non tenere per nulla
in considerazione». Franchino Giovannelli , primo cittadino di Alba,
non crede neppure che si tratti di una possibilità reale. «La scelta di
un’area vicino al mare sembra il frutto della fantasia sfrenata di
qualche dirigente ministeriale», sottolinea, «ma l’allarme lanciato da
un senatore non può comunque essere sottovalutato». L’amministrazione
albense si muoverà per chiedere spiegazioni al governo
sull’attendibilità dell’indiscrezione fatta filtrare da Ciccanti. «Se
questa indicazione sarà confermata», spiega Giovannelli, «non esiteremo
a promuovere la mobilitazione generale». Gli effetti sull’economia
turistica della costa a cavallo tra Marche e Abruzzo sarebbero
devastanti. «Basta un trattore sulla spiaggia per allarmare i turisti,
figuriamoci una centrale nucleare», insiste il sindaco di Alba,
«sarebbe un colpo mortale». La costruzione dell’impianto
vanificherebbe anche gli sforzi fatti da tutti i comuni costieri per
migliorare la qualità dell’offerta ambientale ai visitatori. «Abbiamo
ottenuto nuove certificazioni», sottolinea il primo cittadino di Alba,
«e stiamo lavorando alla creazione del parco marino proprio tra Marche
e Abruzzo, non possiamo ritrovarci una struttura del genere al centro
del territorio».
Abramo Di Salvatore , sindado di Martinsicuro, la pensa allo stesso modo. «Non sono contrario alla realizzazione di centrali nucleari», spiega, «ma vanno collocate in zone poco antropizzate e dove i rischi sono limitati». Anche il primo cittadino martinsicurese sottolinea i danni che un impianto di quel tipo creerebbe al turismo locale. «Tutti i comuni hanno ottenuto la bandiera blu», fa notare, «la presenza di una centrale a poche centinaia di metri sarebbe una batosta». Secondo Di Salvatore andrebbe scelta un’area diversa, magari nell’entroterra, dove i disagi sarebbero più limitati. «Non conosco le motivazoni tecniche per le quali è stata individuata l’area della Sentina», conclude il sindaco di Martinsicuro, «ma per i comuni della costa che vivono di turismo, pesca e attività legate al mare, sarebbe una catastrofe».
Fonte: Il Centro
nucleare
nucleare
Con la "piccola" differenza, che le scorie rimangono
radioattive per mill'enni e sono molto più micidiali
delle antenne
Buona giornata.
nucleare
nucleare
ci sono millemila posti con meno densita' di poplazione...
Valtesino, Salino, Val Tronto...
Di chi e' la pensata geniale di mettere una centrale attaccata
a due citta' di oltre 40.000 abitanti ?
oltrettutto zona turistica..
altre info
Non è vero...
nucleare
basta eliminare il problema alla radice:
serve consumare meno energia e sopratutto prodursela con fonti rinnovabili(ATTENZIONE nn ho detto assimilate),
a maggior ragione per quelli che come te pensano che il problema sia il costo della corrente!!
No al nucleare
nucleare
Magari tutti la pensassero come te
Un abbraccio
PG
Centrale Sentina
eppoi una centrale va' messa in area industriale a bassa densita'
di popolazione, sulla costa e' una follia...
sia per il turismo che per la densita' di popolazione.
Ma google Earth lo sanno usare ???
comento al nucleare
chiarimento referendum&altri pensieri
Io non ho il testo davanti, ma leggendo qui e lì mi sembra di aver capito che esso non chiedeva "in generale" ai cittadini di prendere posizione sul nucleare, bensì di prendere posizione "in particolare" sulle attività che la Enel (nazionale) dell'epoca era ammessa a fare su suolo italiano.
Mi sembra di capire cioè che il risultato fu di proibire all'Enel (per come era definita all'epoca) di fare una certa tipologia di impianti in Italia.
Non le vietata ad esempio di fare centrali nucleari all'estero (quindi non si poteva dire che l'"Italia rifiutava il nucleare" tout court) nè vieterebbe quindi che altre tipologie di impianti nucleari gestite da altre società (Enel privatizzata o diverso player del mercato) possano essere realizzate su suolo italiano.
Ovviamente per fare un pò di luce basterebbe trovare il testo del referendum, ma mi sembra di aver capito che la questione è nei termini messi sopra.
Sindrome NIMBY a parte, per documentarsi un pò sull'opportunità del nucleare ci sono articoli interessanti sul blog di Beppe Grillo, uno recente è dei giorni scorsi e riporta la testimonianza di Lester Brown al riguardo.
Saluti preoccupati
oo
centrali
buona parte di chi si esprime sulle centrale nucleari lo fa spesso in maniera ideologica da una parte o dall'altra..
altre volte lo fa di mestiere perchè pagato per dire certe cose,quasi mai si ha una informazione super partes..
la maggior parte della gente che parla di centrali nucleari nè ignora sia il bilanco energetico che il bilancio economico..
1)il primo è ovviamente in attivo altrimenti non avrebbe senso la centrale(a patto però di non considerare la spesa energetica dell'estrazione e trasporto del combustibile).
2)il bilancio economico è invece negativo nel senso che una centrale è sempre in negativo in quanto i costi sono superiori alla resa..
questo lo sa chiunque si interessi almeno un pò seriamente di questo argomento..e quindi va da se che ha bisogno di sovvenzioni statali..
miliardi di euro per funzionare ,e questi miliardi vanno ovviamente ai privati che gestiscono la centrale un pò come le turbogas o gli inceneritori.e siccome non producono co2 ma solo vapore acqueo ecco che abbassano anche il livello di co2 e quindi permettono ad uno stato di rientrare nei protocolli di Kyoto e successivi e quindi non pagare tasse e multe..ovviamente emettono inquinanti molto peggiori ma che non vengono contemplati dai protocollidi Kyoto contro il 'Global warning'(diventato 'global changing' da quanto hanno scoperto ma lo dicono sottovoce che la terra non sta affatto riscandandosi anzi tutt'altro!)
Quindi trattasi di un modo antieconomico di produrre energia..ed in tutto questo non è stato conteggiato il costo di smaltimento,per il semplice motivo che non è possibile smaltire un bel niente...
3)Lo smaltimento dei rifiuti radioattivi ovviamente è impossibile si può solo ridurre la radiazione o ridurre il tempo di decadimento ma che cmq rimane di millenni...hai voglia a trattarli...ed infatti poi li devi stoccare..e qui viene il bello...l'Italia essendo geologicamente giovane non ha 1 solo sito che sia adatto a causa della sismicità..figuriamoci le saliere di Scanzano Ionico e del generale Jean.
Anche quelle che i fisici credevano sicure nel deserto americano del sud si sono rivelate inadatte e miniere a qualche chilometro sottoterra hanno già fallito e la radioattività segnalata in superfice è quella che si sarebbe dovuta segnalare tra 100anni..ed invece l'abbiamo già adesso...ossia quei siti non sono stati in grado di contenere la radioattività che con qualche meccanismo non ancora chiaro
si è dispersa in ambiente.
Ovviamente rimanere per smaltirli la possibilità già ampliamente adottata di mandarli nei paesi africani in cambio di armi,come fatto dai nostri servizi segreti ed è costata la vita ad Ilaria Alpi che se ne era accorta..
o seppellirli nel nostr sud Italia nei campi campani(di cui poi mangiamo pomodori e mozzarelle,non ci vuole un genio a capirlo!)o nei mari della calabria..che poi costringono a fire la Prestigiacomo che no non c'è nulla sotto...balle di stato..
Oppure inventare nuove armi ,come i proiettili all'uranio impoverito(che è quello che rimane dell'urano esausto o dalla lavorazione dello stesso nell'arricchirlo) ed inventarsi guerre per poterlo spargere siano essi balcani o golfo..
Non vi sono ad oggi altri metodi per smaltire altro che giardino tuo e mio e discorsi di ignoranti patentati che formano la loro cultura su Ballarò o sui giornali!.
4)Mistificatorio dire tanto ce l'hanno in Francia ai nostri confini...un conto prendersi il fallout radioattivo che poi è limitato sebbene mortifero(questo il motivo per cui le centrali nucleari andrebbero bandite!) un conto avere la centrale in casa...si possono fare anche due conti sui morti e sui danneggiati e la cosa è molto diversa..Assurdo invece di convincere i francesi che la devono far finita per arricchire la EDF che facciamo ce le mettiamo pure noi!
5)Non risulta che il referendum sia scaduto,quindi o si fa un altro referendum,o le centrali non si fanno!
ma il PD fa finta opposizione ed è di fatto d'accordo e quindi fa finta di non vedere il vulnus che si crea non rispettando il referendum!
6)Inoltre le centrali nucleari possono produrre solo energia elettrica(che è il 25%-30% del fabbisogno energetico nazionale) e se ne mettiamo 10 un quantità enorme copriamo 1/3 dell'energia elettrica necessaria... ossia il 10% del fabbisogno energetico nazionale...
con le 4-5 che faranno copriranno un 5-7% massimo del fabbisogno energetico nazionale....quindi poca roba ma a fronte di questo ossia di non risolvere manco lontanamente il problema energetico nazionale ci accolliamo un rischio enorme in caso di incidente e costi altissimi di manutenzione e ci carichiamo di rifiuti radioattivi che non sappiamo dove mettere(visto che ad oggi manco sappiamo dove mettere i rifiuti radioattivi prodotti dagli ospedali o dai parafulmini)senza contare che se un giorno qualche terrorita volesse ci farebbe fare la fine di Chernobil e della Bielorussia(dove è ricaduto il fallout) ma come si parla sempre di terrorismo però poi quando si tratta di centrali nucleari il problema terrorismo scompare..
7)Sul calcolo delle probabilità di un incidente c'è molta mistificazione,intanto i microincidenti non vengono comunicati e in quelle francesi ne succedono oltre 200l'anno ..nessuno ne conosce l'impatto... tutto quello che riguarda la centrale nucleare siccome è un punto strategico può essere secretato... ed anzi con la legge fatta da Prodi un sindaco o qualunque organo pubblico riveli il loco della costruzione di una centrale rischia 5anni di carcere,in quanto viene parificato a segreto di stato...la legge fu fatta subito dopo Pianosa(per lo smaltimento rifiuti)...come dire la gente non deve sapere nè dove verranno costruite centrali nè dove si smaltiranno rifiuti tossici e/o radioattivi...
8)Una notizia sconvolgente è che siccome l'Italia ha una età media superiore agli altri stati pare che venga messo in conto che si possa abbassare la media italiana di 3-4anni in linea con quella europea..in modo da nascondere l'innalzamento della mortalità dovuto al livello di inquinamento
tra discariche abusive ed interrate sotto terreni di coltivazione,rifiuti radioattivi seppelliti in mare o in zone non adatte(in Italia come detto esistono solo zone di smaltimenti temporaneo e non zone sismicamente stabili per lo smaltimento definitivo!) ,diossine e pm01,manoparticelle di metalli pesanti,emesse da turbogas ed inceneritori.....tutto questo causerà un aumento di mortalità che abbasserà la media nazionale....ma quando l'istituto superiore di sanità verrà interrogato come già accaduto a spiegare dei picchi di mortalità in talune zone,non sapendo cosa dire,mistificano le statistiche,dicendo che cmq spalmando il risultato a livello nazionale la media della mortalità è a livello delle altre nazioni europee,ma dimentica di dire che l'età media in Italia era di 3-4anni più alta..
come dire questi delinquenti(ed i loro rappresentanti politici di PDL e PD) che inseguono solo guadagno,soldi,puttane,successo,macchine,aerei,case... hanno dciso che si in Italia c'è margine per inquinare senza che i dati dell'età media e della mortalità segnalino nulla di anomali rispetto all'Europa,come dire che non ci possiamo lamentare ,moriremo come gli europei..
quindi quando leggo interventi sommari ed ideologizzati(niente di peggio di un pensiero ideologizzato e mortifero come quello che un partito comunista allo sbando,può avere,ossia il PD,roba da voltastomaco,che si mette a difendere le centrali nucleari solo perchè il suo politico di riferimento le difende!)
ciao
Centrali
Le centrali non emettono inquinanti; scaldano solo l’acqua usata per il raffreddamento del condensatore. L’emissione di radiazioni è secondo le normative pari 1/1000 della soglia di pericolosità; comunque molto inferiori di quelle che arrivano dal sole, dal suolo e dai raggi cosmici; e probabilmente inferiori a quelle che attualmente emette il tuo corpo a causa degli isotopi di cui il Carbonio 14 è solo il più noto ma non il più importante. Noi mangiamo isotopi naturali, respiriamo isotopi; viviamo circondati da un mare di radiazioni fin dalla nascita del primo organismo vivente.
Salto un po’; smaltimento rifiuti: è un problema tecnico non semplice da spiegare; comunque la radioattività che passa attraverso un terreno è inversamente proporzionale al quadrato della profondità; il resto lo risparmio dovrei scrivere parecchio.
L’Uranio impoverito è vietato; attualmente è l’industria nucleare che sfrutta i residuati bellici (lo smaltimento delle bombe atomiche) non viceversa.
Incidenti micro o macro? Sento sempre vari telegiornali, leggio molto; capita anche in inglese. Non ho notizie di questi ultimi anni di incidenti con emissione di radioattività. Non confondere con l’uscita di acqua di raffreddamento; non è radioattiva poiché serve solo all’impianto termico. Comunque se esiste un latente pericolo, si riferisce alle centrali di prima generazione.
Mi affretto. Con il nucleare posso coprire solo il 5-7% del fabbisogno energetico: Posso rispondere che con l’eolico o il solare posso arrivare al 1-2%. Ma se aumento la produzione energetica a prezzi competitivi posso ipotizzare altri utilizzi: Autotrazione (auto elettriche); produzione metano; riscaldamento/condizionamento ecc. Comunque un 5-7% non è poco.
Terrorismo: La centrale nucleare non è una bomba atomica. Non è fatta per scoppiare; neanche sotto un bombardamento o un atto terroristico; forse una bomba atomica può mettere in tilt i sistemi calmanti; o forse viceversa. Comunque se dei terroristi islamici avessero un bamba atomica la farebbero scoppiare direttamente a Roma, Milano o altra città; non rischierebbero che fosse quietata
Il par. 8 non l’ho capito; secondo te si vorrebbe abbassare l’età media degli italiani costruendo centrali nuckeari?? Mi sembra una scempiaggine.
Il tuo intervento mi sembra molto, molto ideologizzato; poco tecnico ma molto sul sentito dire.
centrali
In questo comune siamo abituati a far parlare ciarlatani su argomenti che solo tecnici potrebbero affrontare, vedi inceneritori, centrali, strade, funivie, acquedotti.
Bello vedere su questo sito il contrasto tra il tuo ottimo intervento tecnico e chi si fa campagna elettorali discutendo di cose sulle quali almeno ci vorrebbe una minima preparazione.
In fondo la democrazia non può avere solo lati positivi.
Eolico e fotovoltaico
Il costo dell’eolico, calcolato in Olanda dovrebbe essere intorno ad 1,5-1,9 il termoelettrico. Adesso vi pregherei di guardare la mappa eolica europea; consiglio questa poiché comprende anche la penisola scandinava http://www.sustainableenergyworld.eu/wp-content/uploads/2009/03/wind_map_of_western_europe.gif
o OFF marini http://www.pib.gr/usrimage/wind%20resources%20europe.jpg
L’Italia, nel bene o nel male (dipende da che punto lo vediamo), è il paese d’Europa a migliore clima e meno ventilato (forse insieme all’Ungheria). È da aggiungere che la potenza per metro quadro perpendicolare, è proporzionale al cubo della velocità; ovvero i 3 m/sec di Milano o Bologna (fuori città) danno 30 W/mq; i 4.5 m/sec di velocità delle coste occidentali sarde o siciliane (max in Italia) danno 100 w/mq; contro i 6 m/sec della Danimarca, Germania o Olanda che danno 250 W/mq; i 7 del nord Danimarca o gli 8 scozzesi danno rispettivamente 400 w/mq e 600 w/mq.
Ovviamente alzando la quota delle turbine aumenta tutto in proporzione.
Quando sento consigliare ad un cittadino anconitano di piazzare sul tetto una turbina eolica penso che lo stiano consciamente prendendolo in giro, poiché si sono dimenticati di aggiungere che la turbina può avere una produzione interessante, solo se l’individuo abita nella mansarda, minimo al 40° piano di un palazzo isolato sul Conero.
Per il fotovoltaico dopo quasi quarant’anni di studio e ricerche (mi ricordo nel lontano “77 aveva amici fra tecnici della Merloni) nel mondo, il prezzo del voltaico è sceso a quasi la metà; ma per essere abbastanza concorrenziale doveva scendere almeno una dozzina di volte. Purtroppo i problemi non sono solo tecnologici, ma anche fisici, e questi sono insormontabili.
Per ultimo queste tecniche hanno produzioni molto variabili nel tempo; ma l’energia non si può accumulare come faremmo per l’acqua ed utilizzare all’abbisogna; dev’essere prodotta e consumata; per cui anche accettando un ulteriore sviluppo (che dipende solo dai sussidi della stato/ contribuente) non può arrivare che ad una limitata fetta della produzione totale energetica; potrei fare dei numeri, ma potrebbero essere giustamente contestati poiché sarebbero opinioni personali. L’unico accumulo attualmente valido per decine di MWh di energia è il pompaggio fra due dislivelli lacustri. Il resto sono tutte ipotesi futuribili; degli esperimenti di cortissimo impegno ma a noi l’energia serve adesso non nel futuro.
MA CHE NUCLEARE!!!
http://www.youtube.com/watch?v=RiJESPdLXpA
sono 9 video in tutto messi in rete da tecnici francesi che lottano contro le lobby.
Meglio restare a lume di candela!!!
centrali
Con questo non voglio dire che le fonti rinnovabili non siano giuste ma credo che l'ipocrisia strumentale di certe fazioni politiche in italia sia diventato insostenibile.
......
Ricorda: noi dal nucleare non ricaveremo nessun vantaggio!!! solo qualche discarica di scorie radioattive abusive in più...
centrali
Però credo che le fonti rinnovabili non hanno le capacità per sostenere il nostro fabisogno.
Il problema politico è un altro, se a verdi o similari si propone una centrale nucleare a emissioni zero dicono che non se po fa perchè scoppia, se si propone l'eolico dicono che non se po fa perchè le pale so brutte sulle colline, allora si mettono nel mare???? No!!! uccidono gli uccelli migratori, gli inceneritori no perchè producono le polveri sottili, allora il solare, nemmeno, poco tempo fa la sovrintendenza di roma li ha vietati perchè sono brutti, e anche qualche altro comincia a rendersi conto che occupano superfici infinite.
Ma secondo voi cosa dovremmo fare illuminarci con le candele????
Il nucleare è la soluzione migliore, e soprattutto la più ecologica e la meno dannosa per la salute.
Però si potrebbe anche tornare alle candele e inviarci i piccioni viaggiatori invece che srivere in internet.
devo rispondere
Per quel che riguarda le scorie; volutamente sono stato reticente, ma solo perché ci sarebbe troppo da dire. Se davvero in Francia qualcuno seppellisce le scorie sotto 70 cm di terreno è solo un criminale. C'è anche chi butta le bombe in metropolitana e … La cosa che mi stupisce è che, se così fosse, ci sarebbero migliaia di casi di tumore e almeno altrettante denuncie per miliardi di Euro; ma questo non mi risulta. Comunque sono un tecnico che ha insegnato per 40 anni tecnologie e impiantistiche; non discuto sui preconcetti.
Accenno al problema scorie in due parti cercando di essere più sintetico possibile. I tecnici dicono che si deve risolvere “SECONDO NATURA”, non rabbrividite! In che modo? Premessa: dei 340 isotopi naturali, 70 sono radioattivi; alcuni nati con la Terra come l’Uranio o il Potassio 40 che mangiamo tutti i giorni; altri in formazione come il nostro Carbonio 14; o il Cobalto 58 che si forma dal Rame se questo viene esposto ai raggi cosmici. Il suolo terrestre emette radiazioni in quantità abbastanza variabile per esempio nei Campi Flegrei c’è n’è 3-4 volte che da noi; il selciato di P.zza S. Pietro emette 10 volte quella media; eppure non risulta che le guardie Svizzere soffrono di tumori. Poi c’è le radiazioni che respiriamo legate prevalentemente al Radon, e quelle che beviamo e mangiamo. Quelle (e sono tante) che ci arrivano dal Sole che è una enorme centrale nucleare. Qualcosa arriva anche dal centro della Terra tramite il magma (anch’essa sede di reazioni nucleari che la tiene calda). Insomma dal primo organismo nato sulla Terra ad oggi abbiamo assorbito quantità abnormi di radioattività che hanno favorito l’evoluzione ed è stata smaltita tranquillamente dagli organismi viventi [Speravo di essere più breve scusatemi, cercherò di esserlo in seguito].
Le scorie (mi riferisco prevalentemente a quelle ad alta reattività) devono essere sotterrate ad una profondità tale che arrivi sulla superficie una quantità pari ad 1/10 o 1/20 della radioattività naturale (non esistono normative). La radioattività si disperde con il quadrato della distanza dal suolo. Per cui più è profondo il deposito, meno ne arriva in proporzione inversamente quadratica. Ovviamente il terreno non deve essere sismico (ovvero non sul bordo delle placche tettoniche) né devono arrivarci acque di profondità; ma terreni di questo tipo sono la stragrande maggioranza delle terre emerse. Si calcola che già sotto i 100-150 metri si conseguino questi obiettivi; prudenzialmente si va dai 300 agli 800 m in base anche al tipo di terreno (alcuni sono più permeabili altri meno). È chiaro che se qualcuno avesse seppellito delle scorie a 70 cm come quel filmano asserisce per la Francia sarebbe solo un criminale; e sarebbe uno di quei casi in cui si potrebbe avere nostalgia della pena di morte (scherzo! Ma sono cose molto serie). Spero con la mia sinteticità di essere stato chiaro, ma ne ho qualche dubbio. VORREI SOLO CHE CHI VOLE CRITICARMI, LEGGA PRIMA QUELLO CHE HO SCRITTO.
x gian_paolo
Lo smaltimento delle scorie radioattive non viene fatto come dovrebbe perchè troppo costoso e alla fine costerebbe di più la fune che la campana.
x stefano
Rispetto ovviamente la tua contrarietà al nucleare, ma credo che sia un pò riduttivo privarci di una grande potenzialità perchè dalle nostre parti ci sono i cattivoni.
Penso invece l'italia ha grandi capacità e grandi potenzialità, a volte avvilite da strumentalizzazioni inutili.
Per me le spiegazioni di gian_paolo sono state davvero importanti e chiare, e mi hanno fatto capire che il nucleare è qualcosa di positivo e di necessario, e che potrebbe essere un'opportunità per l'Abruzzo.
Torno a ripetere che interventi come quello di gian_paolo, cioè fatti da persone competenti in materia, dovrebbero essere estesi ad altre problematiche. Io e te, caro stefano, ci siamo scannati su diversi argomenti, oggi altre persone si scannano su altri problemi (emergenza idrica), ma noto che parliamo di cose con leggerezza ed ignoranza, penso per esempio sul problema collegamento, che basterebbe chiamare tecnici esterni e senza interessi, che sappiano indicarci la soluzione migliore, stessa cosa per il problema idrico, avrei fatto lo stesso con il piano regolatore (questa è una battutaccia).
INCREDIBILE
Con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi , parliamo ancora di centrali nucleari roba vecchia e costosa e altamente inquinante ...una vera porcheria!!!
credibilissimo
La professionalità di gian_paolo viene offesa da risposte come le tue.
L'impatto ambientale è relativo al modo in cui viene realizzata un'opera, e asserisco che non è detto che una strada sia più impattante di una funivia, dipende da come viene progettata, in merito alla centrale, nella mia ignoranza credo che sia un energia pulita, concentrata in poco spazio, di conseguenza poco impattante
l'oggi
A quali tecnologie si riferisce Stefano? Quelle attuali sono queste e sono tutte moderne. Quelle futuribili o sperimentali sono un forse? Io un mese fa ho comprato un forno e piano di cottura per la cucina (quello vecchio era a rischio) se avessi aspettato uno o due anni forse sarebbe migliorata e resa più economica la cottura per induzione; fra 5-10 anni forse il forno diverrà robotizzato. Ma in questi anni non desideravo digiunare. Non si mangia oggi con i forse e i domani.
x tutti
NUCLEARE!!! NO GRAZIE!
rubbia
Dunque Rubbia non dice nemmeno che è pericoloso, dice che tra un pò mancherà la materia prima, ma tra un pò cominceranno a mancare anche altri materiali come l'oro...
Oggi abbiamo bisogno di energia, pulita e tanta=nucleare, poi ti prego basta con gli slogan pseudo sessantottini.
Io se fossi nel comune di isola farei un bel campo di pannelli fotovoltaici grossi circa come 4-5 campi di calcio a fano, peccato che a fano il sole cala alle 3...ops!!!!
Mi immagino centinaia di persone a protestare contro l'invasione del fotovoltaico, i verdi che protestano perchè i fagiani non possono accoppiarsi sotto ai pannelli, i commmmmunisti che si incazzano perchè l'enel licenzia i dipendenti, tutti i fanesi che accusano gli isolani perchè i pannelli se li devono mettere a isola, un pandemonio.
Secondo quello che sostieni tu, Stefano, dovremmo aspettare che Rubbia faccia il suo mestiere e nel frattempo continuiamo ad inquinare con il carbone ed il petrolio, e a pagare fior di quattrini alle nazioni moooooooolto più sviluppate de noi che producono energia guarda un pò con il nucleare
riflessioni, mie.
Però mi sfugge il senso generale della discussione che ne è venuta fuori.
Ogni progetto del settore energetico dovrebbe essere parte di una lungimirante e fattibile politica energetica - politica nel senso di "cosa facciamo in pratica per produrre l'energia che ci serve.
L'Italia non l'ha mai avuta.
Qualcosa ha provato a buttarla giù Beppe Grillo con le primarie dell'energia (ricordate?), cui sono arrivati suggerimenti puntuali anche da esperti di settore.
Quindi direi che prima di una centrale nucleare o a biomasse, di una distesa di pannelli fotovoltaici, di una foresta di turbine eoliche, di una diga o di una Larderello bis,l'Italia avrebbe bisogno di una politica energetica seria.
Siamo gli unici al mondo ad aver affidato una decisione strategica (nucleare sì o no) ad un referendum su un'ondata emozionale. Referendum comunque ormai senza validità.
Nel 2008 il capo del governo ha annunciato la sua intenzione di costruire 10 nuovi reattori in Italia, con lo scopo di produrre il 25% del fabbisogno energetico entro il 2030 (questo l'ha detto lui, lo riporto tale e quale).
Non esiste nessuna società italiana che negli ultimi 20 anni abbia costruito o gestito in fase operativa una centrale nucleare, questo vuol dire che per proseguire su questa strada l'Italia ha bisogno di affidarsi a qualche partner straniero. Enel si è già avvantaggiata costituendo una partnership con la francese EdF per redarre gli studi di fattibilità per la costruzione di reattori EPR, reattori per cui l'esperienza francese ha mostrato problemi
nel loro progetto finlandese: spirale dei costi generata fuori da qualunque modello finanziario approvato prima di imbarcarsi nel progetto, non allineamento dei tempi di costruzione rispetto a quelli preventivati, difetti di costruzione e discutibili sistemi di sicurezza. Un altro tipo di progetto che Enel sta considerando è il Westinghouse AP1000, e di questo sinceramente ancora non ho capito la posizione dell'autorità nucleare statunitense (sembra che un loro consulente criticasse il sistema di contenimento in caso di incidente - illuminatemi, perchè io non sono un'esperta del settore).
Sulle scorie. Intanto un pò di quelle che avevamo le abbiamo mandate all'estero, un pò le tratta la francese AREVA (235t, costo 250 mln eur), un pò sono riprocessate nel Regno Unito (quelle della centrale di Latina, 1400t). Se non ho capito male quelle gestite da AREVA nel 2025 torneranno in Italia e bisognerà trovare dove metterle.
Allo stato attuale nessuna banca si è mostrata interessata a sostenere un finanziamento nei confronti di soggetti come Enel, EdF ma pure Ansaldo Energia.
Chissà, magari sarà la Cassa Depositi e Prestiti che grazie ai libretti e ai buoni fruttiferi postali si farà avanti nel finanziamento lasciando a bocca aperta i colossi bancari mondiali in crisi di liquidità post Lehman Brothers.
Centrale finlandese
Per la centrale finlandese, di cui si parla sempre. è un enorme prototipo da 1600 MW è come tale suscettibile di variazione di costi e di tempi (come tutti grossi i prototipi industriali); comunque il prezzo per KW istallato è di 2500 €; contro i 2000 delle centrali nucleari normali; i 4000 dell’eolico (di cui 1500-2000 la parte meccanica) variabili a seconda del terreno e della struttura portante (se zona sismica ecc.) e i 6000 del fotovoltaico; questi valori vanno poi aumentati dividendo il nucleare per 0.92; l’eolico diviso per 0.17 (cioè moltiplicando i 4000€ per 6) ed il voltaico diviso 0.14 (in base alle ore d’insolazione; cioè moltiplicando i 6000 €/KW per poco più di sette).
In questo modo si passa dal costo d’impianto del KW istallato, a quello del KW prodotto. Comunque la Finlandia sta già pianificando una seconda centrale dello stesso tipo (sesta finlandese) che dovrebbe costare il 30% in meno quindi a costi ultracompetitivi; perfino rispetto al termoelettrico; quest’ultimo poi gravato dal pesante costo degli idrocarburi.
ma se la questione solo i costi
in realtà questo è vero solo perchè il prezzo (a parità di unità di misura) della fonte fossile non tiene conto dei costi ambientali e sanitari, scaricati sulla comunità (impattata). in economia le chiamano esternalità, e per fortuna c'è una parte di mondo che le calcole, incluse alcune banche.
costi
Comunque se si ammette che il fotovoltaico costa 6-7 volte il termico; l’eolico in Olanda costa 1.6-1.9 volte circa; in Italia dato la bassissima ventosità costerà molto di più. Che la centrale nucleare non è una bomba atomica; date queste premesse si può anche discutere su un sistema integrato di produzione energetica; che comprenda molti sistemi produttivi, compreso le alternative. Però, dato la loro incostanza, non possono superare una certa %. Bisognerebbe anche accettare, ma questo non è facile, che il nucleare serve anche a contenere il prezzo delle altre energie alternative e non; e a rientrare nelle quote Kioto. Non tutte le rinnovabili hanno prezzi così pesanti per le nostre tasche. L’idroelettrico e il geotermico sarebbero concorrenziali; purtroppo il loro ampliamento non è cosa semplice; c’è chi dice che in Italia già sono sfruttati al massimo; per me l’idro avrebbe ancora delle potenzialità, ma dovremmo accettare dei sacrifici di territorio montani e premontani trasformati in bacini; fra l’altro spesso sono parchi naturali; quindi si dovrebbe discutere con ambientalisti (io sono iscritto al WWF da oltre trent’anni; quindi non ne sono insensibile, ma è una questione di priorità). Questi bacini avrebbero inoltre notevoli capacità di accumulo giorno/notte. Meno nell’arco dell’anno (poiché con un mese di accumulo diventerebbero dei grossi laghi e tracimerebbero). Comunque un sistema intergrato in parte riesce a compensare l’incostanza.
Che io sappia sono i grandi consumatori di energia (industrie metallurgiche, siderurgiche, meccaniche, chimiche, trasporti ecc.) interessate a finanziare il nucleare; sono loro che farebbero da garante alle banche. L’alternativa forse è rivolgersi alla borsa??? (ma non è mio terreno; invece mi sembra il tuo). Se le esternalità moltiplicano per tre, cinque, otto volte il costo del KWh (in base all’incidenza %), non so fino a che punto siano facili da far digerire al consumatore singolo ed ancor di più al sistema produttivo italiano, che sarebbe tagliato fuori da ogni concorrenza. La parte di mondo che calcola, o dice di calcolarle, le esternalità: Svezia (48% nucleare); Germania (32%); Spagna (20%) possono permetterselo.
Pensavo d’averlo già scritto; non ritiriamo fuori le chiacchiere sulla centrale finlandese; è un prototipo con notevoli ed avanzate innovazioni e come tale i prezzi ed i tempi non possono essere previsti con certezza; ma non ha atri problemi costruttivi o di sicurezza. Tant’è vero, che stanno già pianificando una seconda centrale identica, che costerà intorno al 30% in meno e dovrebbe essere realizzata in tempi relativamente brevi (comunque precisi); questa centrale avrebbe costi d’impianto per KW installato estremamente interessanti.
centrale
per Pinka
Comunque è abbastanza chiaro che non hai letto quello che ho scritto, poiché delle scorie ne ho già parlato e ci sarebbe molto altro da dire, al di là delle trasmissioni televisive e degli articoli faziosi ed ignoranti.
aggiungo per Pinkra
Non si devono leggere gli articoli senza adeguato controllo delle veridicità; oppure si sta zitti.
Dato 2007; 439 centrali attive; 34 in costruzione; 81 pianificate ed in prossima apertura; attualmente i numeri sono aumentati. Alcune delle attive più vecchie sono in dismissione ma le nuove sono molto più grosse. Il "tutti" a cui ti riferisci sono la Svezia con 48% nucleare e 10 centrali; Germania 32% in 17 centrali; Spagna 20% e 8 centrali; comunque hanno annunciato di voler uscirne, ma non ne hanno dismessa nessuna; nè hanno presentato progetti. Anche perché non potrebbero mai rimpiazzare un tale calo di produzione solo con energie rinnovabili e molto più costose; il ritorno ai combustibili o, più facilmente al carbone, mi sembra abbastanza complesso (specie per le emissioni di CO2, anche se questi paesi attualmente non hanno questo tipo di problemi a differenza dell'Italia).
ma scusa un po' na cosa....
Teniamoci questi guai che già abbiamo e pensiamo di sviluppare al massimo le fonti rinnovabili e il risparmio energetico
smaltimento scorie
Lo smaltimento delle scorie deve essere effettuato a dimensione natura; ovvero stando al disotto di almeno un centinaio di volte della così detta soglia di pericolosità (soglia prudenziale). Ciò può avvenire con l’inglobamento in materiale amorfo (tipo vetroceramica); con l’annullamento degli isotopi; o più facilmente con l’infossamento a grandi profondità. La trasmissione attraverso un materiale è inversamente proporzionale al quadrato della distanza (dello spessore) e al coefficiente di assorbimento del tipo di materiale.
fonti esauribili
Le energie rinnovabili sono attualmente troppo costose e, a meno che si cambi completamente la tecnologia, non v’è prospettiva di serie riduzioni di costi (per il momento siamo in un vicolo cieco); ma, con i se e con i ma non si può fare un piano di sviluppo energetico. Per i costi puoi fare velocemente il calcolo €/KWh traendo dati da internet (per il FV vedi la centrale portoghese, la più grande d’Europa); per l’eolico non basarti sui dati danesi o olandesi dove il vento tiro molto più forte e in zone meno geologicamente complesse (comunque anche lì l’energia eolica è molto più costosa della termoelettrica e vantaggiosa solo per i sussidi statali).
non sei convincente
Poi sulle fonte energetiche alternative sei troppo pessimista e non vedi i grandissimi passi da gigante che vengono fatti anno per anno.
Se una cosa di buono l'italia ha fatto in passato è stata quella di dire no al nucleare e spero che non si torni mai indietro.
centrale
Io sono ignorante in materia, ma l'unico che ha fornito dati reali è stato gian_paolo, il resto mi sembrano favole e capricci di bambini viziati abituati a criticare tutto a prescindere, senza informarsi, studiare, ma soprattutto senza riflettere.
E' bello vedere come i numeri di gian_paolo siano costretti a scontrarsi con l'ottimismo di Stefano, siamo arrivati veramente alle invasioni barbariche! Un povero cristo prova a parlare di dati con professionalità e chi gli risponde gli parla di ottimismo o pessimismo (l'ultimo che ho sentito parlare così si chiamava Silvio).
Voglio precisare che anche io sono d'accordo sul rinnovabile, ma credo che, con le tecnologie attuali, per avere energia sufficiente da pannelli solari dovremmo riempire di pannelli la provicia di teramo (alla faccia degli ambientalisti), oppure installare centinaia di orribili pale sulle creste delle nostre montagne e colline, penso che oggi il rinnovabile possa solo integrare il nucleare che a conti fatti è la tecnologia più pulita
ah,ah,ah,ah,!!!!
Ma che dici?
Studia prima di parlare a vanvera!!!!
leggi qua
Costosa, lenta da costruire e anti-economica l'energia nucleare dovrebbe essere eliminata come alternativa per ridurre i gas serra.02 Maggio 2007StampaInvia
Centrale nucleare in Belgio.
IngrandisciRoma, Italia — Nella settimana in cui l'IPCC presenterà il suo documento sulle misure da adottare per mitigare il cambiamento climatico, un nuovo rapporto – "I costi economici dell'energia nucleare" – commissionato da Greenpeace e pubblicato da un team internazionale di economisti ed esperti di energia, dimostra in maniera incisiva che l'energia nucleare non è né una soluzione pratica né economicamente sostenibile.
Secondo il rapporto, la costruzione di una centrale nucleare può superare del 300 per cento il budget previsto e, in media, impiegare quattro anni in più per la costruzione rispetto a quelli pianificati. Il rapporto esamina le ragioni degli enormi ritardi e dei costi eccedenti comuni ai progetti di costruzione di energia nucleare, ed esprime preoccupazione sulla sicurezza e affidabilità delle nuove tecnologie. Questi i punti salienti del rapporto:
di paese in paese, la costruzione di una centrale nucleare ha sempre superato in maniera cospicua il budget previsto;
i lunghi periodi di costruzione sono sintomatici di una serie di problemi, incluso il fatto di dovere affrontare la costruzione di reattori dalla progettazione sempre più complessa;
tenendo conto delle enormi sovvenzioni richieste, di prezzi elevati e non competitivi dell'energia, della scarsa affidabilità e del serio rischio di costi eccedenti in modo sproporzionato, l'energia nucleare non ha alcuna chance di essere economicamente sostenibile per i paesi interessati a un approvvigionamento competitivo di energia;
restano preoccupazioni significative e diffuse sulla sicurezza di base, sullo smaltimento dei rifiuti e sullo smantellamento degli impianti esistenti;
esistono perplessità simili sulle nuove, non ancora provate tecnologie nucleari.
Un chiaro esempio di questi problemi è la costruzione in corso a Okiluoto, in Finlandia, di un reattore europeo pressurizzato ad acqua (EPR) di nuova generazione – il primo reattore di questo tipo – che dopo soli diciotto mesi di costruzione ha già accumulato un ritardo di diciotto mesi sul programma, superando già adesso il budget previsto di 700 milioni di euro. Anche in un mercato totalmente liberalizzato come quello degli Usa, il governo ha stanziato forti sussidi economici per la mancanza di sufficienti investimenti privati da oltre venti anni.
"L'industria nucleare non ha mai mantenuto le promesse fatte riguardo alla sua capacità di far fronte ai bisogni energetici", spiega uno degli autori del rapporto, Stefan Thomas, professore di Politiche energetiche all'Università di Greenwich: "Finora la storia dimostra il disastroso fallimento del nucleare: decidere la costruzione di nuovi reattori eliminerebbe la possibilità di effettuare gli investimenti necessari in tecnologie rinnovabili ed efficienza energetica, per rispondere ai futuri bisogni di energia in modo economicamente e ambientalmente sostenibile".
"Questa analisi indipendente fa cadere il mito che l'energia nucleare è una fonte possibile e sostenibile di energia e indica chiaramente che i suoi conti non quadrano", dichiara Giuseppe Onufrio, direttore campagne Greenpeace Italia: "Queste conclusioni mostrano che l'energia nucleare non è niente di più che una pericolosa e costosa distrazione dalle soluzione reali per il cambiamento climatico. Esistono alternative più economiche, più sicure, più efficaci quali le fonti di energia rinnovabile e lo sviluppo di misure di efficienza energetica, come è indicato nel piano Energy Revolution* di Greenpeace".
Il rapporto, inoltre, è sostenuto da una recente analisi condotta dal World Energy Council, che ha mostrato che i tempi per completare la costruzione di reattori nucleari è aumentato da 66 mesi nella metà degli anni Settanta, a 116 mesi (quasi dieci anni) per quelli costruiti fra il 1995 e il 2000. Questi ritardi enormi evidenziano il fatto che l'energia nucleare contribuirà troppo poco e troppo tardi alla sfida per affrontare il cambiamento climatico. Un recente rapporto diffuso dallo statunitense Council on Foreign Relations rende noto che gli Usa ora possiedono 103 reattori nucleari in funzione e che anche prolungando di vent'anni il loro ciclo di vita, tutti i reattori esistenti probabilmente dovranno essere smantellati entro metà del secolo. Per sostituire i reattori esistenti negli Usa, dovrebbe essere costruito un nuovo impianto ogni quattro o cinque mesi nei prossimi quarant'anni.
Rapporti
leggi anche questo
Sintesi del rapporto
Maggio 2007
· Questo rapporto, elaborato da un gruppo di ricercatori indipendenti, dimostra
come a causa dei costi, dei lunghi periodi di costruzione, degli enormi contributi
richiesti, delle preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alle incertezze legate a
tecnologie non ancora provate, le centrali nucleari rappresentino un pericoloso e
costoso diversivo per le politiche di salvaguardia del clima globale. Esistono
alternative molto più efficaci, sicure e meno costose come le tecnologie che
usano le fonti rinnovabili e quelle che aumentano l’efficienza energetica.
· Nel mondo i progetti di costruzione di centrali nucleari in corso sono molto al di
sopra dei costi previsti, fino ad arrivare a costi del 300% superiori rispetto alle
previsioni. Questo vuol dire che in futuro questi progetti non saranno competitivi
con i programmi di efficienza energetica o con le fonti rinnovabili.
· I continui ritardi nella fase di costruzione delle centrali nucleari, fino a 4 anni in
più rispetto alle previsioni, stanno contribuendo ad aumentare i costi e le
preoccupazioni degli investitori. Questi ritardi, aggiunti ai normali tempi di
pianificazione e costruzione, dimostrano semplicemente che le nuove centrali
nucleari non sono una soluzione per affrontare i cambiamenti climatici.
· L’ industria nucleare sta promuovendo una nuova generazione di reattori non
ancora provati, che laddove in costruzione stanno già affrontando seri problemi
di sicurezza.
· I problemi storici non risolti e l’imprevedibile futuro sugli effettivi costi rende il
nucleare meno competitivo rispetto alle fonti rinnovabili e ai programmi di
efficienza energetica, come sottolineato negli scenari presentati nel Rapporto
Energy [R]evolution di Greenpeace.
Introduzione
· L’industria nucleare civile ha oltre 50 anni. Dopo un così lungo periodo ci si
sarebbe aspettati un miglioramento nelle tecnologie e nell’esperienza e risultati di
una maggiore convenienza economica. Questo non è successo. Il tanto
pubblicizzato “Rinascimento nucleare” presuppone che i nuovi impianti vengano
costruiti in maniera più economica rispetto alle alternative esistenti, sia in termini
di tempo che di costi, e che funzioneranno in maniera più attendibile e che i costi
degli obblighi a lungo termine - come lo smaltimento dei rifiuti e di
smantellamento a fine vita - si stabilizzeranno. Tuttavia l’industria nucleare,
nonostante affermi il contrario, sta affrontando grandi problemi di costi che
crescono vertiginosamente, di ritardi nella costruzione degli impianti, di scarsa
sicurezza e, soprattutto, di una crisi nella domanda globale di tecnologia
nucleare.
Aumento dei costi di costruzione
· I risultati economici del nucleare dipendono strettamente dai costi di
costruzione, e i ritardi nella costruzione hanno un avuto un impatto significativo
sui costi del nucleare. I costi totali e i costi di costruzione sono a loro volta
strettamente collegati: un aumento nel tempo di costruzione porta a un
incremento dei costi, poiché aumentano gli interessi totali sul capitale prestato
per costruire l’impianto. Questi problemi si verificano in differenti regioni del
mondo. Paese dopo paese i programmi di costruzione nucleare sono stati
considerati fuori budget. Negli Stati Uniti una valutazione effettuata su 75 reattori
nucleari stimava i costi previsti sui 45 miliardi di dollari (34 miliardi di euro), ma i
costi effettivi dei 75 reattori sono stati 145 miliardi di dollari (110 miliardi di euro).
In India, il paese con l’esperienza più recente in costruzione, i costi completi degli
ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Aumento dei tempi di costruzione
Uno studio condotto dal Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC) ha mostrato che
in tutto il mondo i tempi di costruzione per i reattori nucleari sono aumentati dai
66 mesi a 116 mesi tra il 1995 e il 2000. L’aumento dei tempi di costruzione è
sintomatico di una serie di problemi, tra i quali la gestione della costruzione di
reattori sempre più complessi. Questi enormi ritardi, che sono un elemento
fondamentale delle difficoltà dell’industria nucleare, dimostrano che il nucleare
non può essere una risposta tempestiva per i cambiamenti climatici.
Attualmente vi sono solo 22 reattori in costruzione nel mondo. La maggior parte
(17) sono in costruzione in Asia. Ben 16 dei 22 sono in costruzione in base a
progettazione cinese, indiana o russa, sebbene probabilmente nessuno di questi
progetti verrà esportato in Paesi dell’OCSE. Per 5 dei 22 reattori la costruzione è
cominciata oltre 20 anni fa, e ha suscitato seri dubbi riguardo la possibilità di
essere ultimata secondo i tempi previsti. Ci sono poi 14 reattori dei quali la
costruzione è stata cominciata ma è attualmente sospesa, 10 dei quali nel
Centro e nell’Est dell’Europa.
Tecnologie non provate
L’industria nucleare sta promuovendo una nuova generazione di reattori
(Generazione III e III+) nella speranza che arriverà un’ondata di ordinativi nei
prossimi anni. Tuttavia questi reattori non sono stati ancora testati né provati. La
storia e l’esperienza del reattore in costruzione in Finlandia hanno già dimostrato
che andranno incontro a enormi ritardi e aumenti dei prezzi di costruzione e che
potranno dare ben poco contributo alla riduzione degli impatti sul riscaldamento
globale.
Reattori di generazione III: l’unico reattore di questo genere attualmente in uso è
l’ABWR prodotto in Giappone. Alla fine del 2006, 4 reattori del genere erano in
servizio e due in costruzione a Taiwan. I costi totali di costruzione per le prime
due unità sono state ben superiori a quelle previste Ulteriori problemi sono sorti
con la scoperta di una crepa nelle pale delle turbine dei due impianti.
Reattori di generazione III+ : non ne è stato completato ancora nessuno e solo
uno è in costruzione. I modelli più proposti degli ultimi progetti sono la nuova
generazione di reattori ad acqua pressurizzata, in particolare l’EPR, il Reattore
Europeo ad acqua pressurizzata di Areva e lo statunitense AP1000 della
Westinghouse.
Sono stati sviluppati altri progetti tra cui il canadese ACR-1000 Advanced Candu
e i reattori a gas ad alta temperatura. Il più sviluppato della serie è una versione
sud-africana del PBMR.
Reattori di Generazione IV: ancora più costosi sono i progetti ancora sulla carta
per i Reattori di IV generazione al plutonio. Durante le messa in pratica di diversi
progetti sono sorte delle complicazioni tecniche che hanno fatto sì che i reattori
non saranno pronti per almeno due decadi, mentre i costi del ritrattamento del
combustibile non sono ancora chiari.
Un caso studio: il reattore Olkiluoto-3 in Finlandia
Il progetto di costruzione del reattore Olkiluoto-3 in Finlandia in poco tempo è
diventato un esempio di tutto ciò che può andare storto in termini economici con
la costruzione di nuovi impianti nucleari. Ha dimostrato i problemi chiave di ritardi
di costruzione legati ad aspetti di sicurezza, agli aumenti eccessivi di costi, come
pure emerge un serio dubbio di sussidi di stato nascosti che stanno ora
affrontando diverse accuse sul piano legale. Nel dicembre del 2006, dopo soli 16
mesi di costruzione, la francese Areva ha annunciato che il reattore era già
indietro di 18 mesi rispetto al programma, e sembra che il progetto uscirà fuori
budget di almeno 700 milioni di euro.
Il mercato è sfavorevole al nucleare
I costi dell’energia nucleare sono sempre stati discutibili. Il fatto che i
consumatori e i governi abbiano spesso coperto i rischi di investimento in
impianti nucleari (con tasse e sussidi di vario tipo) ha portato le aziende ad
essere separate da questi rischi e ad essere in grado di avere soldi a tassi di
interesse che riflettono un rischio minore di quello reale.
Tuttavia, a seguito della liberalizzazione dei mercati dell’elettricità in molti Paesi,
il rischio che gli impianti potessero costare molto più del previsto è stato trasferito
a chi sviluppa i progetti industriali, che è vincolato al parere di banche, azionisti e
agenzie di credito. Queste organizzazioni finanziarie vedono gli investimenti in
ogni tipo di impianto energetico come un rischio, facendo aumentare il costo del
capitale a livelli a cui il nucleare non può più competere.
Di conseguenza, quando i consumatori non coprono più il rischio economico di
un nuovo impianto, l’energia nucleare, che unisce prezzi alti e non competitivi
con poca affidabilità e seri rischi di aumento dei costi, non ha possibilità in Paesi
che hanno un mercato liberalizzato. Per esempio, il progetto del reattore a
Olkiluoto è in costruzione come parte di un contratto a condizioni fisse, per
ridurre il rischio del compratore. I dettagli su come il progetto sia stato finanziato
non sono stati pubblicati e sono attualmente oggetto di investigazione per aver
trasgredito i regolamenti europei sugli aiuti di stato con particolare riferimento
agli oltre 610 milioni di euro di sussidi che il progetto ha ricevuto dal governo
francese.
Le alternative – efficienza energetica e rinnovabili
La grande potenzialità dell’efficienza energetica implica che debba essere
considerata la pietra miliare delle future politiche energetiche. Modifiche nella
produzione, nella trasmissione e nell’uso finale dell’energia (incluso il trasporto)
potrebbero dimezzare il consumo dell’energia globale con un risparmio
equivalente a 9.000 milioni tonnellate di petrolio l’anno entro il 2050. Nel 2005 la
produzione globale di energia nucleare è stata l’equivalente di 627 milioni di
tonnellate.
Se a questo si aggiunge la rapida crescita delle energie rinnovabili, che stanno
diventando sempre più competitive, significa che il futuro dell’industria nucleare
appare tutt’altro che certo.
Lo scenario del rapporto di Greenpeace mostra che, a lungo termine, l’energia
rinnovabile sarà molto più economica rispetto alle risorse di energia tradizionali,
e ridurrà la dipendenza dei prezzi dei mercati mondiali dai combustibili fossili e
dal nucleare.
Due commenti al rapporto di GreenPeace
globale" visto che è notorio che siano da sempre state viste come alternativa per ridurre i gas serra proprio perchè non li emettono (almeno questo "merito" è innegabile).
Un pò di sana critica anche se è GreenPeace a scrivere non guasta.
Secondo commento: quando si parla di investitori è sempre opportuno citare il paese destinario degli investimenti bancari. Un conto è l'Italia (dove forse ci rimane solo la cassa depositi e prestiti) un conto è il resto del mondo (vedi la banca francese BNP Paribas che è la banca con la maggiore esposizione in investimenti verso il settore nucleare ovunque).
Generalizzare, all'interno dell'Italia e all'estero in un mondo globalizzato, davvero non ha senso.
i calcoli si devono portare a termine
Io comunque ho sempre calcolato il costo di una centrale per 2 miliardi per 1000 MW d’istallazione (oppure quella finlandese da 1600MW per 3.2 mld) ovvero 2000 €/KW contro il doppio dell’eolico ed il triplo del solare [però poi il solare lo utilizzi per 14% (dividi il costo per 0.14 ovvero lo moltipliche per 7) circa 1220 h/anno; l’eolico per il 17% 1500 h/anno; il nucleare 92% circa 8000 h/anno, il resto è manutenzione]
Mi ripeto 1000 MW per n° ore 24x365x60 x 0.92 = 483.550 h che moltiplicato per i 1000.000 KW istallati danno …....KWh; quindi 2 miliardi, diviso i KWh, danno 0.0041 €/KWh (con i costi indicati da Green peace); dovessero anche raddoppiare sarebbe sempre una cifra 65/2 volte inferiore al solare. Pensi che chi critica il nucleare non sappia fare questi conti o stia prendendo per…?
Qualità della Vita
Ora se noi consideriamo che tutto sommato il consumo medio di una famiglia di 4 persone di media si assesta su 1.3kWp e un impianto fotovoltaico di 11-mq riesce a coprire bennissimo calcolando che un tetto ha una superficie media di 50mq si riuscirebbe a produrre una media di 6kWp quindi è matematico dedurre che se a me famiglia serve una media di 1.3kWp ho un eccesso di produzione di circa 4 kWp che vado a rimettere in rete compensando una buona parte del fabbisogno generale.
Visto che l’energia serve maggiormente all’interno delle abitazioni, fabbriche, locali….comunque edifici che hanno un tetto o una terrazza, basterebbe cominciare da essi prima di essere catastrofici e minacciare di coprire mari e monti.
Qui secondo me e importantissima l’organizzazione sociale, cioè la politica, che si deve interessare a fare regole che difendano la collettività e i suoi bisogni soprattutto di qualità della vita, perché in un discorso del genere diventeremmo tutti consumatori consapevoli e allo stesso tempo produttori di energia Pulita e Rinnovabile.
Sul Nucleare non aggiungo nulla che la storia non abbia già detto.
loro escono noi entriamo...''siamo più furbi''
Al momento l'idea più accredidata sembrerebbe quella di DISINCENCENTIVARE il nucleare, che potrà restare operativo 10 anni in più rispetto a quanto inizialmente previsto, attraverso l'istituzione di un "contributo" che servirà a finanziare lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
In ogni caso, è solo questione di tempo, la super tecnologica Germania è ormai decisa a avviarsi verso il futuro vero : energia pulita, efficienza e reti intelligenti! Spaccare l'atomo e bruciare combustile (ie uranio) è diventato ormai ANTICO. Tanto vale bruciare carbone (e infatti la Germania lo fa).
Non me la sento di contestare la Merkel anche se decidesse di utilizzare le centrali come tecnologia ponte anche se questo significherà un prolungamento della loro vita, la natura non fa salti, e credo non sia facile far quadrare il cerchio, è assolutamene sensato cercare di spremere il limone il più possibile se lo si ha già... ciò che non è sensato è iniziare con 40 annni di ritardo questa avventura. Ci dovevamo pensare prima... non l'abbiamo fatto? pazienza, ormai ci sono altre cose.... il mondo è andato avanti!
I profeti dell'antisviluppo sono quelli che vorrebbero ingessare il paese su un progetto lungo e costoso, già partito male (con le dimissioni di Scajola), che non darà i benefici attesi e soprattutto che toglierà risorse a altri progetti! La disinformazione e la mistificazione REGNA SOVRANA, solo in Italia succede che un premio Nobel come Rubbia venga trattato da cretino mentre un oncologo (sebbene luminare pure lui) venga messo a occuparsi di nucleare. Solo in Italia si assistono a simili PARADOSSI!
C.
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articolo del Sole24Ore.
x Gimpaolo
Ma mi sai dire quanto ci costerebbe far funzionare una centrale nucleare?
Quanto costa l'uranio?
Quanto costa la gestione della centrale?
Quanto costa lo smaltimento dei rifiuti radioattivi?
Quanto costa smaltire la centrale alla fine della sua vita tecnologica?
Su queste risposte si infrangono i sogni dei nuclearisti che comunque pur di realizzare ad ogni costo le centrali cercano di convincerci che gli asini volano
dimenticavo
le centrali nucleari inquinano e fanno male alla salute...ci sono dati inconfutabili che ci dicono che chi vive vicino ad una centrale prima o poi si becca un tumore.
Vai a chiederlo a tutti gli operai francesi della Cogema che ne sanno qualcosa
Guardate questo video e fatevi un'idea:
http://www.youtube.com/watch?v=RiJESPdLXpA
??
Quel filmato cos’è una barzelletta? L’uranio da 95 anni? Informativi quando è stato scoperto e a quando risalgono i primi utilizzi, prima bellici, poi civili. 30.000 ton a 70 cm di profondità? Se così fosse avremmo migliaia di casi di tumore, richieste di risarcimento per miliardi di € e centinaia di persone in carcere. 225.000 ton di scorie radioattive sepolte nella zona? Ma avete idea di che danno avrebbero fatto? Altroché Chernobyl, Animali e piante deformi, migliaia di casi di tumori; acque radioattive, alta produzione di Radom ecc. Ma basta dare un’occhiata alle statistiche sui tumori in Francia e non risulta niente di ciò.
Dati inconfutabili? C’è una vecchia inchiesta di una società tedesca che ha descritto questo scenario, poi contraddetta da decine di altre indagini, ma più che altro i risultati sono stati considerati ASCIENTIFICI; in quanto la radioattività percepita entro i famosi 5 Km dal nucleo della centrale, è ben al disotto di quella proveniente dal sole o dal suolo e un migliaio di volte inferiore a quella che è considerata la soglia di pericolosità. D’altro canto pensi che chi vive intorno alle centrali sarebbe così deficiente da non informarsi e scappare via?
Costi nucleare
Cosa costa la centrale?: circa due miliardi di € (da 1 GW) che diviso per i 483.552.000.000 KWh prodotti in 60 anni viene 0.0041€/KWh
Cosa costa l’uranio? http://www.uranium.info/index.cfm?go=c.page&id=29 dopo il picco di 130$/lb del 2007 è tornato intorno a 40-45 $/lb. L’uranio arricchito nel 2007 costava 2000€/Kg ma produce 750.000KWh (fai il calcolo)
Lo smaltimento delle scorie del 3°livello costa circa 1000€/Kg ma anche qui devi dividere per la stessa cifra.
La dismissione di una centrale (compreso le scorie di 1° e 2° livello) ha prezzi piuttosto contestati i più pessimisti (antinuclearisti) sparano la cifra di un miliardo, che diviso per la produttività di KWh, verrebbe 0.0020€/KWh
La gestione non costa quasi niente (al KWh); la manutenzione e la difesa ha costi apprezzabili, ma molto molti inferiori all’eolico ed al FV
Ogni volta ci sono cifre grosse, ma vengono spalmate su produzioni così abnormi che tendono a diventare estremamente ridotte. Il costo comunicato dagli Enti Gestori è omnicomprensivo. Si può solo ipotizzare che ci siano stati degli errori di valutazione; ma io non ci credo.
rettifica calcolo
x gian paolo
ma lo vuoi capire che siamo in Italia e non siamo in grado di fare le cose a norma? Che ti vuoi riciclare in Italia? se ancora non si riesce a ricilare i rifiuti solidi urbani? Guarda Napoli cha razza di caos... ma tu veramente avresti il coraggio di costruire una centrale nucleare in Italia?
In italia non c'è solo la monnezza napoletana
Perchè la Germania opta per il solare
La politica energetica interna della Merkel non c'entra una mazza con l'appoggio al solare, che rimane una scelta strategica di politica economica. I pannelli solari i tedeschi in casa loro ce l'hanno da una vita, e li pagano molto meno di noi.
Come dice la mia collega tedesca: anche Milano è a Sud della Germania tutta.
Che siamo una nazione di folli è risaputo, e ben prima delle scelte nucleari.
Sono tutti pazzi
Ma come vi viene in mente? Assolutamente no! Siamo vicinissimi al mare, in una zona turistica, vicino al parco nazionale d' abruzzo e al parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga! Incontrerete una solida opposizione, ve lo garantisco!
Ma non starò rispondendo a una discussione molto vecchia?
A forza di visualizzare questa pagina vi ho portato a quota 20500 visualizzazioni totali. Un bel risultato, eh?
Stop alla campagna pubblicitaria
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-02-24/spot-nucleare-modificato-154446.shtml?uuid=AaN1s9AD
http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Bloccato-lo-spot-del-Forum-Nucleare/









nucleare
Io penso però, che il problema non è, dove costruire centrali nucleari, ma perchè costruirle.
Oggi esistono tanti altri modi per produrre energia, come altri stati ci insegna, tutti cercano
di uscire dall'atomica ma l'Italia, sia da destra che sinistra si riavvitano al nucleare.
Stanno dimendicando che la terra non appartiene a noi, ,ma l'abbiamo in prestito dai nostri
figli, nipoti etc...... Vogliamo davvero lasciare loro in eredità tutte le scorie radioattive
che produrremo ????
Io non me la sento!!!
saluti.