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San Pietro

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San Pietro 42.492010, 13.651467 Altitudine: 760 m s.l.m.Abitanti: 270Patrono: San PietroFestività: 29 Giugno (Indicazioni stradali)

Tra i molteplici e benefici aspetti legati all’attività del nostro Parco Nazionale, tra i meno conosciuti, vi è sicuramente quello relativo al miglioramento del patrimonio faunistico. Al ritorno, e all’aumento, in sostanza, degli animali selvatici presenti nei boschi e sulle nostre montagne. Non soltanto degli animali di stretto interesse venatorio cari ai cacciatori, come i cinghiali, che apparentemente sembrano creare tanti disagi, ma anche di specie rare, in via di estinzione, o totalmente ignorate dalla gran parte della popolazione, ma utilissima all’ecosistema.

Tra le specie rare per esempio si può citare l’aquila reale tornata a volteggiare sui cieli di Isola dopo decenni di assenza dovuta al continuo depredamento del sito di nidificazione presente nel nostro comune; a tal proposito, come ricorderanno i più anziani, fino agli anni ’50, nel capoluogo una grande voliera veniva costantemente rifornita con un aquilotto sottratto al nido. O, tra le specie in via di estinzione, possiamo finalmente ricominciare a vedere il Camoscio d’Abruzzo pascolare sulle pareti più inaccessibili del Corno Grande e del monte Prena.

È in quest’ottica di riequilibrio delle comunità di animali che l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga ha predisposto una voliera a San Pietro, presso il Centro Servizi, per poter cominciare a progettare il ritorno dio un altro grandissimo ed importante animale: il Gufo Reale. Perseguitato dagli uomini in quanto considerato nocivo è scomparso dal nostro Comune alla fine degli anni ’60. Ora due animali nati in cattività in una gabbia nella provincia di Milano, e non in grado di essere liberati perché incapaci di procurarsi autonomamente il cibo, sono stati presi come progenitori per un futuro progetto di reintroduzione.

Si possono tranquillamente ammirare, nella loro nuova voliera realizzata dai Lavoratori Socialmente Utili, preferibilmente in silenzio ed al tramonto proprio in quanto animali notturni. Nell’attesa di poterli un giorno tornare a vedere su qualche maestoso faggio e fantasticare sui loro saggi consigli di rispetto della natura e degli essere viventi.