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La nascita della locale sezione CAI

creato da Sezione CAI di Isola del Gran Sassoultima modifica 29/09/2007 07:56

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Nel mese di luglio del 1913 una numerosa comitiva del Touring Club Italiano transitava, a bordo di ben dodici automobili, per Isola "dove furono ricevuti dalle autorità municipali e dalla cittadinanza, mentre il concerto Comunale eseguiva scelti pezzi di musica. Venne offerto un sontuoso rinfresco, e il Sindaco Sig. Tartagliozzi con ispirate parole portò il saluto ai gitanti". La "belle-epoque" celebrava la sua apoteosi e la più bella invenzione del capitalismo, il turismo, cominciava a diffondersi in sempre più larghi strati della popolazione, mentre nubi minacciose si addeensavano sull'orizzonte politico europeo.

L'escursione del Touring nel 1913 aveva comunque favorevolmente impressionato il ceto dirigente Isolano dell'epoca, al punto tale che si cominciò a ragionare seriamente sulle potenzialità di questa nuova forma di attività economica, il turismo. Originato direttamente dai viaggi in Italia di Stendhal e di Goethe , rispondeva in pieno alle esigenze di svago, di sole e di un ceto borghese dotato di crescenti risorse economiche e che cominciava ad avvertire gli aspetti negativi della civiltà industriale.

Nel 1920,mentre al governo torna Giolitti, ad Isola si afferma, per la prima volta, una Amministrazione che non è l'espressione della borghesia agraria. Viene eletto Sindaco Nicola D'Arcangelo, medico, nato a Fano a Corno nel 1874 e nipote di Don Matteo d'Arcangelo, preposto di San Nicola e San Salvatore, il quale nel 1875 aveva dato ospitalità al famoso alpinista inglese Douglas William Freschfield ed all'altrettanto famosa guida savoiarda Francois Devouassoud.

Il dottore D'Arcangelo piccolo di statura me di carattere volitivo e con un cervello vulcanico, affronta caparbiamente il progetto di valorizzazione turistica nel territorio comunale e sulle orme del Sella, che creò il Club Alpino Italiano e ne fece strumento di unità nazionale e di italianità, crea nel 1921 la locale sezione del C.A.I.; ne assume la presidenza e ne fa strumento dell'azione politica dell'Amministrazione comunale da lui presieduta. In questa sua iniziativa trova in principio anche l'appoggio di settori della società isolana decisamente lontani dal suo pensiero democratico e libertario. Infatti personaggi come il piemontese professor Pietro Verrua, esponente della destra risorgimentale, e come il sacerdote Eusanio Di Nicola, sostennero decisamente quella impresa.

Quarta sezione del C.A.I. in Abruzzo dopo L'Aquila, Chieti e Teramo (quello di Sulmona fu costituito nel 1922), nello stesso anno della fondazione D'Arcangelo, Verrua e Di Nicola sono a Caramanico a rappresentare Isola del Gran Sasso nel primo congresso degli alpinisti abruzzesi. Era l'epoca, quella, durante la quale il corpo sociale del Club Alpino Italiano coincideva con la classe dirigente del Paese e l'essere riuscito a portare il Club Alpino di quel periodo, associazione fortemente elitaria e di estrazione cittadina, in uno sperduto comune dell'Appennino abruzzese, raccogliendo introno ad esso ben ottanta soci, ha veramente del miracoloso.

Bisogna comunque dire che una certa famigliarità con alpinisti e turisti ad Isola vi era da tempo; viaggiatori come Eduard Lear , alpinisti del calibro di Freschfield e Saint-Robert, artisti di fama come Michetti e, forse, D'Annuzio, tutti questi avevano soggiornato ad Isola. Inoltre una discreta attività escursionistica doveva pur esserci se il C.A.I. segnala nel 1894, sulla propria rivista, i nomi di quattro guide operanti ad Isola del Gran Sasso, Ciarelli Pietro, Di Giacomo Luigi, Di Francesco Giustino e Flacco Giuseppe.

Lo scopo che D'Arcangelo assegnava alla sezione del C.A.I. era quello di far circolare il nome di Isola negli ambienti alpinistici nazionali e di creare un gruppo di alpinisti locali che avrebbero avuto il compito di reperire itinerari ed esplorare alpinisticamente il territorio comunale. L'Amministrazione comunale, da parte sua, avrebbe provveduto a sollecitare la realizzazione di una rete stradale che collegasse le numerose frazioni fra di loro e con il capoluogo, ed a favorire la creazione di strutture ricettive secondo lo schema urbanistico dei "Kurort" trentini di fine secolo, le italiane "stazioni di cura, soggiorno e turismo".

Ma il sogno di quel "piccolo grande uomo" si infranse contro gli scogli della politica italiana. La formazione del primo governo Mussolini che comprendeva oltre i fascisti, i nazionalisti, i liberal-nazionali e due menbri del partito popolare, ebbe conseguenze anche sulla tenuta dell'Amministrazione D'Arcangelo che fu costretto alle dimissioni nel 1922, mentre la sezione di Isola del Club Alpino Italiano cessò l'attività nel 1923.

Oggi la sezione C.A.I. di Isola del Gran Sasso è attiva, conta una cinquantina di soci, ed organizza durante l'anno varie e molteplici escursioni, di diversa difficoltà per avvicinare alla natura chiunque vuole, con diverse aspettative.

Tratto da La Voce del Brigante
autore Antonio Mascitti


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