Dopo l’avvio dell’inchiesta, scatta un accertamento tecnico sui pilastri nel tratto fra Colledara e Isola del Gran Sasso.
Nei giorni delle polemiche per i fondi Masterplan e del blitz del ministro Danilo Toninelli sotto i viadotti di A24 e A25, l’inchiesta della Procura sulle condizioni del tratto teramano dell’A24 tra Colledara e Isola segna un primo punto fermo con l’affidamento di una super consulenza. E’ quella delegata dal pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo aperto nei mesi scorsi dopo l’esposto presentato dalle associazioni “Liberi cittadini 5 stelle” e “Unione generale dei consumatori”.

Nella delega alla polizia giudiziaria non solo acquisizione di atti ma anche e soprattutto la perizia affidata per accertare concretamente e da un punto di vista tecnico le condizioni di precarietà delle strutture dell’ A24, in particolare i piloni che sovrastano Cerchiara e Casale San Nicola. Perché, è evidente, come dopo la tragedia di Genova nulla possa essere come prima di quel drammatico 14 agosto. Anche se, va precisato, in questo caso gli esposti sono stati presentati molto prima di Genova e di conseguenza anche l’inchiesta è stata aperta prima dei fatti di agosto. Ma è chiaro che il luttuoso evento ha reso ancora più pressante l’allerta. L’inchiesta aperta dalla Procura teramana non indaga solo su presunte carenze dei piloni ma anche su un presunto inquinamento del suolo sottostante provocato dalle acque di lavaggio che cadono dalle carreggiate autostradali».

Le due associazioni, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a fine agosto, sono tornate a lanciare l’allarme sulle condizioni di quei viadotti con il supporto tecnico di Domenico Di Baldassarre, ingegnere da sempre impegnato nelle lotte per la salvaguardia e la sicurezza del territorio, che dopo aver analizzato da vicino lo stato del viadotto di Casale San Nicola in quell’occasione disse: «È in uno stato di grave deterioramento e bisogna intervenire subito. I piloni risultano completamente corrosi. Le travi su cui poggia il viadotto, inoltre, si sono sganciate». Secondo il tecnico, inoltre, «la corrosione dei pilastri non può che peggiorare con l’arrivo dell’inverno e delle gelate che apriranno nuove lesioni nel calcestruzzo «tra l’altro non di ottima qualità».

Da ricordare, inoltre, che proprio sulle condizioni di quei pilastri ormai da tempo l’amministrazione comunale di Isola del Gran Sasso ha scritto a prefettura e ministero dei Trasporti. Insomma, una situazione sicuramente conosciuta ormai da tempo a tutte le istituzioni, non solo quelle locali. E’ evidente che con l’affidamento di una super perizia l’inchiesta della Procura è destinata ad accertare, dati tecnici alla mano, quello che fino ad oggi non è stato fatto evidenziando eventuali ipotesi di reati. Soprattutto a livello di manutenzione di quei pilastri che, da tempo denunciano i residenti di Casale San Nicola, «fanno davvero paura per come sono ridotti».