L’assessore Massimo Di Giancamillo torna sulla questione usura, nota da tempo e già segnalata in passato.

Nella discussione sullo stato dei viadotti che attraversano la nostra provincia si inserisce anche il commento dell’assessore alla Protezione Civile di Isola del Gran Sasso, Massimo Di Giancamillo. Un territorio, quello di Isola, caratterizzato dal passaggio dell’A24 nei pressi di diverse frazioni e dove, già in passato, erano arrivate tante segnalazione sui calcinacci caduti a terra e sullo stato dei piloni caratterizzati da ferri esposti e arrugginiti. Tantoche, già in passato, l’allora sindaco Alfredo Di Varano, intimò con una ordinanza la rimozione della parti pericolose proprio a Strada dei Parchi. Questa volta, però, Di Giancamillo punta alla richiesta di verifiche approfondite, su cui tenere aggiornate tutte le istituzioni locali. «Il primo pensiero va ovviamente alla tragedia di Genova e siamo vicini alle famiglie colpite dalla disgrazia avvenuta – afferma Di Giancamillo – Quanto accaduto ci fa riflettere sui nostri ponti e viadotti che sono in cattivo stato di conservazione al limite della fatiscenza, in particolare dei viadotti di Cerchiara e di Casale San Nicola e
dunque l’imbocco del traforo dove persiste imperterrito un importante Laboratorio di Fisica Nucleare. Senza creare allarmismi e preoccupazione, anche perché non siamo noi gli esperti in materia, purtroppo parliamo di una struttura che ha circa 50 anni e che quindi come tutte le strutture in cemento armato, va incontro a degrado, pertanto andrebbero manutenute in maniera straordinaria e nel caso ripristinate. Quello che chiediamo è una verifica statica e dinamica (a causa dei numerosi sismi che si susseguono da anni in zona) con tanto di documentazione – aggiunge l’assessore isolano – Non è più tempo di superficiali sopralluoghi esclusivamente visivi e quindi approssimativi ma chiediamo uno studio approfondito sulle reali condizioni della struttura portante oltre all’ovvio ripristino dei danni visibili. Chiediamo, inoltre, che l’esito delle verifiche tecniche venga condiviso con le istituzioni locali – conclude Di Giancamillo – Andrebbe presa in seria considerazione l’idea di una struttura innovativa ed alternativa che bypassi i paesi interessati con un minore impatto ambientale e paesaggistico. Per una maggiore tranquillità dei cittadini che vivono sotto i viadotti e per quelli che li attraversano ogni giorno ci aspettiamo nell’immediato sopralluoghi e verifiche da tecnici
del concessionario e del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Chiameremo in causa tutti i soggetti aventi titolo per far sì che tutto questo venga effettuato nel minor tempo possibile».

Fonte: La Città