Un centro storico ancora ferito dopo, le scosse di terremoto e la neve, che deve fare i conti anche con gli atti di vandalismo notturno. E’ quello di Isola del Gran Sasso dove, a causa del sisma, buona parte del borgo è oramai disabitato e dove, tra i cantieri per la ricostruzione del 2009 e i puntellamenti del sisma del 2016, si aggira oramai da tempo un gruppo di vandali che, forse per noia, ha pensato bene di passare il suo tempo distruggendo il bene pubblico, lasciando spazzatura ovunque.

Così, alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico cittadino, mostrano purtroppo i segni dell’inciviltà. Un po’ ovunque, ad esempio, i lampioni sono praticamente inutilizzabili. Colpiti con le pietre in una stupida gara di precisione che, di fatto, ha lasciato al buio mezzo paese. Una situazione che riguarda la centrale piazza Contea di Pagliara, piazza Guglielmo Marconi, viale Duca degli Abruzzi e la zona della chiesa di Sant’Antonio. Un largo, quest’ultimo, che sorge nei pressi dell’ex sede municipale, inagibile anch’essa, dove i segni del vandalismo sono ancora più evidenti. Qui, dove sono stati investiti diversi soldi per realizzare un suggestivo scorcio utilizzando anche il portale della chiesa crollata molto tempo fa, è anarchia totale.

Così, basta una breve perlustrazione per notare come i faretti sistemati a terra per caratterizzare l’area nelle ore serali siano in buona parte spaccati e ora pieni d’acqua. Poi le immancabili scritte sulle pietre datate, che un tempo formavano il muro perimetrale della chiesa e, ovviamente, rifiuti, rifiuti ovunque. Frutto dei bivacchi, spesso notturni, e fatti soprattutto di cicche di sigarette, lattine di alluminio e pacchetti di patatine. Materiale che, in spregio al minimo senso civico, sono stati gettati anche dal muraglione che affaccia sul fiume Ruzzo andando a creare una piccola discarica sul lungofiume difficilmente bonificabile.

Un monumento all’imbecillità in un paese che, invece, dovrebbe vedere tutti impegnati nel tentativo di conservare i suoi tesori, soprattutto dopo i danni subiti da terremoto e maltempo. Il vandalismo, purtroppo, ha riguardato anche le impalcature protettive realizzate dopo il sisma del 2016. Strutture da dove sono state asportate, come nei pressi di porta Cannavina, alcune parti e sono state rotte le lampadine segnaletiche, per il solo gusto di fare danni. Pochi metri più avanti le campane di cemento di proprietà del Comune gettate in un fosso e ancora una fila interminabile di lampioni rotti a colpi di pietra. Ennesimo atto di un triste spettacolo che un centro storico ferito e che cerca di rinascere di certo non merita.

Fonte: La Città