Allarme dei sindaci dell’entroterra: mai pagate le imprese utilizzate per l’emergenza dello scorso inverno.

È emergenza per piani neve nei comuni dell’entroterra teramano. La programmazione per l’inverno è ancora bloccata perché i soldi per pagare le ditte private che hanno provveduto allo sgombero della neve nel gennaio scorso non sono arrivati a fine settembre come era stato annunciato dal sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca. Anzi, c’è il rischio che arrivi solo il 40-45% delle risorse per fine anno, da quello che è stato prospettato in un incontro in prefettura alcuni giorni fa.

Un’emergenza nell’emergenza questa situazione che interessa i comuni del Gran Sasso e della Laga dove la stagione fredda è sempre più vicina e non si sa come fronteggiare una nevicata di piccola e grande entità rischiando di paralizzare mezza provincia. Le amministrazioni locali sono in un’impasse non riuscendo a predisporre i piani perché nessuna ditta non ancora pagata risponderebbe alla loro manifestazione di interesse per un nuovo appalto di sgombero della neve dalle strade.

L’incontro in Prefettura della settimana ha aumentato ancora di più le preoccupazioni in tal senso perché la protezione civile ha prospettato la possibilità che i fondi potrebbero arrivare per dicembre e in una quota inferiore al 50%, scatenando una serie di reazioni. Già i sindaci dell’entroterra si erano fatti sentire a metà settembre chiedendo la disponibilità immediata dei fondi che non è arrivata e la chiedono ancora oggi perché le quote da pagare ai privati sono di rilevante importo e in alcuni Comuni arrivano anche a 400mila euro. «Il piano neve non si fa a fine anno, ma a fine estate e siamo in ritardo», dice Rosanna De Antoniis, sindaco di Castel Castagna. «Ma se non arrivano i soldi», fa presente il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, «continuiamo a non poterlo redigere».

Questo perché, come spiega Roberto Di Marco, primo cittadino di Isola del Gran Sasso, «noi chiediamo la disponibilità alle imprese private, ma loro chiedono a noi il pagamento delle prestazioni dell’anno scorso». E il rimborso del 40% – 45%, peraltro a dicembre, non risolve la situazione. «Non è pensabile che ci venga pagata solo una percentuale», afferma Gianni Di Centa, sindaco di Montorio al Vomano, «a tavolino il piano neve si può decidere, ma poi non abbiamo le ditte che lo attuano». Il primo cittadino di Pietracamela Michele Petraccia è preoccupato anche per il piano neve provinciale, che «deve essere effettivo insieme a quelli comunali», mentre il sindaco di Tossicia Franco Tarquini chiede «almeno un acconto altrimenti senza piano posso avvalermi in caso di neve solo del mezzo comunale, fino a dove arriva». «Spero che i soldi arrivino il più presto possibile», afferma Gabriele Minosse, primo cittadino di Cortino, mentre Manuele Tiberii, sindaco di Colledara chiede «un sacrificio alle imprese locali a venirci incontro».

Solo due Comuni, Fano Adriano e Rocca Santa Maria, hanno pagato le imprese, ma la preoccupazione c’è ugualmente per il rimborso delle somme anticipate. «Con degli avanzi di bilancio sono riuscito a pagare i fornitori, ma se si presentano delle urgenze non ho fondi disponibili», commenta il sindaco di Fano Adriano Adolfo Moriconi. «Ho utilizzato le anticipazioni delle messe in sicurezza e demolizioni che avevo in avanzo su indicazione della Protezione civile perché il piano neve è una priorità», aggiunge Lino Di Giuseppe di Rocca Santa Maria». Il sindaco di Torricella Sicura Daniele Palumbi si unisce al coro, suggerendo che «nei Comuni montani e in caso di codice arancione o rosso nel bollettino meteo la prefettura si deve attivare subito con gli interventi ed è necessario allocare i mezzi necessari già da adesso».

Ottimista, infine, il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo: «Un anticipo ce lo danno subito e la copertura quasi totale della somma spesa nella provincia di Teramo c’è già. E in questi giorni ne sapremo di più».

Fonte: Il Centro