Una nuova slavina, forse più imponente della precedente, rischia di abbattersi sulle Piane del Fiume, l’area camping devastata nei giorni scorsi da una valanga. A lanciare l’allarme è l’esperto di montagna Dino Rossi, accompagnatore sezionale del Cai di Isola e profondo conoscitore del territorio. Lui, la zona delle Piane del Fiume, la conosce a menadito, essendo nato poco più a valle, nella frazione di Pretara.

Rossi, nei giorni scorsi, ha effettuato un sopralluogo con le ciaspole per valutare la situazione e per fare la conta dei danni. Quello che gli si è presentato davanti è stato un panorama desolante. Quei luoghi, come li conosceva, non esistono più: sepolti sotto metri e metri di neve, detriti e tronchi. Poco o nulla è rimasto del camping che ogni estate ospi- tava migliaia di persone, tra escursionisti, appassionati di montagna e campeggiatori. «Le Piane del Fiume si trovano a circa 900 metri di altezza – spiega Dino Rossi – e sono state raggiunte dalle slavine che partono molto più in alto, passando per dei canaloni, dopo un dislivello di circa 1200 metri.

I distacchi valanghiferi, quindi, partono come ogni anno da quota 2100, sia dal Vallone del Vucino/Malepasso che dal Brancastello/Fienare. La quantità di neve rilasciata dalla montagna quest’anno, a causa degli accumuli provocati dalle enormi precipitazioni, ha creato una valanga molto più imponente che ha raggiunto quote difficilmente toccate da questi fenomeni». La montagna, però, non avrebbe ancora scaricato tutta la coltre di neve presente in quota che, ancora una volta, potrebbe riversarsi sulla zona già colpita, rischiando addirittura di scendere ancora più a valle. «

A destare preoccupazione sono, da un lato, i grossi accumuli che insistono ancora sopra i canaloni e, soprattutto, il pericoloso letto di neve ghiacciata e detriti che si è formato con la prima slavina – avverte Rossi – Letto che potrebbe fare da guida ad altri probabili scarichi provenienti dal Vallone del Malepasso e dall’inquietante canalone di Vaceliera dal Brancastello» Rossi fa poi il quadro della sua perlustrazione. Quella che gli si è parata di fronte è un’immagine purtroppo desolante.

«L’intera zona del camping – di circa 7/800 metri quadrati è andata completamente distrutta – racconta – anche i sentieri sono praticamente irriconoscibili e probabilmente dovremo realizzarne di nuovi per raggiungere la via che porta a Santa Colomba e in vetta. Poi ci sono le strutture sepolte dalla neve, compresa la storica fontana che, al momento, non è visibile e non si riesce a capire in che condizioni sia.

L’unico manufatto ad essersi salvato è una fornacella in muratura. Insomma, la situazione è difficile, tanto che l’Amministrazione Separata che gestisce l’area ha già provveduto a sistemare i cartelli che vietano l’accesso alla Piane del Fiume e il sindaco di Isola Roberto Di Marco ha firmato l’ordinanza per chiudere la strada che porta nella zona».

Fonte: La Città Quotidiano