Sabato mattina alle 9 la prima manifestazione pubblica degli abitanti dellaValle Siciliana esclusi dal cratere.

Mentre i 47 sindaci della provincia di Teramo si organizzano per manifestare a Roma entro la fine del mese, nell’entroterra non si perde tempo e si passa subito alla mobilitazione. La prima vera protesta contro il decreto terremoto/maltempo, che ha lasciato insoddisfatti praticamente tutti i cittadini e gli amministratori teramani, parte dal cuore della Valle Siciliana, da Isola del Gran Sasso. A farsi promotore dell’iniziativa è il comitato civico (rappresentato anche in consiglio comunale) Crescita Comune.

Al grido di “Non permettiamo alle istituzioni di abbandonarci” ha organizzato una manifestazione che si terrà sabato mattina alle 9 all’ingresso del casello autostradale dell’A24 di Colledara. Un luogo che già in passato è stato teatro delle proteste contro il rincaro delle tariffe autostradali e che stavolta, invece, raccoglierà la rabbia e le motivazioni di centinaia di cittadini dell’area montana esclusa dal cratere sismico.

L’invito a partecipare, infatti, è rivolto non solo ai cittadini e agli amministratori di Isola ma anche a quelli dei territori di Castel Castagna, Colledara, Fano Adriano, e Pietracamela. La decisione è scaturita al termine di un incontro pubblico con la cittadinanza organizzato da Crescita Comune domenica scorsa. «Un’assemblea pubblica, per “tirare le somme” di questo periodo drammatico che Isola del Gran Sasso sta ancora vivendo – si legge in un comunicato del comitato – La grande partecipazione è il segnale della voglia dei cittadini di fare qualcosa per risollevare il proprio paese. Fondamentale la scellerata decisione di fare un decreto, da parte del Governo, che nemmeno in quarta battuta, nonostante le criticità del territorio post sisma, ha visto inclusi i comuni di Isola del Gran Sasso, Colledara, Castel Castagna, Fano Adriano e Pietracamela. La motivazione si rivela sempre più chiaramente di stampo prettamente politico e non logistico (basti notare da una cartina il “salto” che farebbe il terremoto da Tossicia a Castelli, bypassando i comuni esclusi); e i cittadini intendono unirsi e battersi perché tali scelte vadano riviste e considerate con giusti ed equi metri di misura, non sulla base di un’appartenenza politica, ma considerando un territorio martoriato esattamente come quelli di Tossicia e Castelli, e bisognosi di aiuti concreti per potersi risollevare, economicamente, socialmente e per evitare uno spopolamento che sta già attuandosi da settimane».

La proposta nata nell’assemblea vuole andare oltre, bypassare le decisioni politiche locali e muoversi prima che sia troppo tardi. «Si è deciso di organizzare nel più breve tempo possibile una manifestazione, congiuntamente ai comuni dell’area montana esclusi, che veda interagire le associazioni del territorio, i commercianti, le realtà che vivono il territorio, e i cittadini che vorranno far sentire il proprio dissenso – aggiunge il comunicato – La manifestazione avrà luogo sul territorio montano al fine di pubblicizzare la data della protesta che si farà a Roma entro fine mese, con le stesse modalità e finalità. Quand’anche anche questo tentativo sarà stato vano, i consiglieri di Crescita Comune annunciano che, se i consiglieri di minoranza di Progetto Comune vorranno condividere la scelta, rassegneranno le dimissioni dal consiglio comunale, e continueranno a battersi da comuni cittadini, come già stanno facendo».

Fonte: La Città