«Non lasciate che questo sia il nostro futuro, non lasciateci morire, ascoltateci».

E’ questo il grido d’aiuto e d’allarme dei cittadini e delle amministrazioni dei Comuni del Gran Sasso, capeggiati da quelli che chiedono l’allargamento del cratere sismico, che ieri mattina hanno marciato con l’ obiettivo di salvare l’intera vallata, in ginocchio dopo gli eventi sismici e il maltempo, nella manifestazione organizzata dal neonato comitato #CratereTrasparente.

Un lungo e pacifico corteo partito dal municipio di Colledara e arrivato nel piazzale del santuario di San Gabriele al quale hanno partecipato circa settecento cittadini, i consiglieri regionali Paolo Gatti e Giorgio D’Ignazio, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, il presidente della Camera di commercio Gloriano Lanciotti, il presidente dell’ente Parco Tommaso Navarra, il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo, le associazioni del territorio, ma soprattutto i sindaci e le amministrazioni dei Comuni di Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela, Fano Adriano, Basciano, Penna Sant’Andrea e Castel Castagna che chiedono a gran voce l’ingresso del cratere sismico e anche i primi cittadini dei Comuni di Teramo, Montorio, Castelli, Tossicia e Crognaleto che già sono dentro.

Una manifestazione che ha rappresentato anche la prova generale della protesta che si svolgerà a Roma, davanti a Montecitorio, giovedì prossimo. In due ore di cammino è stato simulato un funerale con carro funebre, marcia e bara portata a spalla come metafora della montagna che sta morendo. «Un giorno nel futuro prossimo è venuta a mancare all’Italia la preziosa esistenza della Valle del Gran Sasso. Ne danno il triste annuncio i cittadini del territorio. Non fiori, ma investimenti», recitavano i tanti manifesti funebri che hanno accompagnato la marcia.

«Questa manifestazione voluta dai cittadini», hanno detto gli esponenti del comitato promotore, «è nata per unire tutti i Comuni per denunciare lo stato precario in cui versa il nostro territorio, flagellato da uno sciame sismico che continua, da una precipitazione nevosa fuori misura e da un dissesto idrogeologico importante. Piano piano ci stiamo rialzando, ma o ci rialziamo tutti insieme oppure il nostro territorio morirà, ucciso dallo spopolamento e dalla mancanza di prospettive». Una volontà ferma della vallata di portare avanti questa battaglia per salvare un territorio con una forte percentuale di abbandono e con criticità nelle infrastrutture, nella viabilità, nelle economie e nel problema dell’edilizia e sicurezza scolastica che si ripeterà nella grande manifestazione di giovedì prossimo a Roma perché «la valle esiste, la valle insiste, la valle resiste» come recitava uno degli striscioni. E l’allargamento del cratere ai sette Comuni esclusi è stato il tema principale della giornata.

«Siamo contenti per la riuscita della manifestazione sia per la massiccia partecipazione che per la solidarietà di tutti gli amministratori della vallata», ha detto Manuele Tiberii, sindaco di Colledara, a nome dei Comuni esclusi dal cratere. «Abbiamo lanciato un urlo per far capire che la vallata è ancora viva e non si arrenderà, abbiamo bisogno di aiuti e speriamo che il nostro grido sia ascoltato dalle istituzioni nazionali».

Il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, aggiunge: «Abbiamo aderito perchè crediamo che i Comuni esclusi devono entrare, ma vogliamo anche segnalare l’inadeguatezza della copertura normativa e finanziaria sui danni subiti dal territorio»


Altri video della manifestazione

L’arrivo della manifestazione a San Gabriele

I motivi del corteo