C’è ancora molto amianto nel parco del Gran Sasso

 

Un cumulo di amianto all’interno del perimetro del Parco nazionale del Gran Sasso. Alcune lastre del pericoloso materiale, utilizzato in passato nell’edilizia, si trovano tuttora nella zona degli ex cantieri della Cogefar a Casale San Nicola, frazione di Isola del Gran Sasso immersa nel verde. Il materiale giace su di una collinetta che sovrasta il paese e probabilmente è stato abbandonato da diverso tempo visto che è parzialmente ricoperto dalle erbacce. Si tratta dei resti dei lastroni ondulati che fungevano da copertura per gli edifici e che rimangono esposti alle intemperie. Intemperie che ne stanno provocando lo sbriciolamento e quindi il rilascio delle fibre cancerogene molto pericolose per l’uomo e che rischiano di inquinare i terreni circostanti.

La zona è molto vicina alle abitazioni della frazione e viene utilizzata dagli abitanti del luogo, tra le altre cose, per la raccolta della legna. Si tratta, inoltre, di un luogo molto frequentato dai turisti che utilizzano l’area circostante come punto di ritrovo per le escursioni. Fattori che accrescono il rischio di inalazione.

Ad aggravare la situazione c’è la possibilità che, secondo quanto detto da alcuni abitanti del paese, dell’amianto sia stato seppellito nei dintorni. L’inquinamento da amianto è un problema che da tempo affligge l’area. Già qualche anno fa fu necessaria una bonifica per smaltire l’eternit che si trovava negli edifici abbandonati dall’impresa che ha realizzato il traforo del Gran Sasso. Una bonifica che, a quanto pare, non è servita per ripulire del tutto l’immensa area in cui restano solo rifiuti e scheletri di baracche.

Fonte: Il Centro (p.c.)

  • anonimo

    per il parco del gran sasso l'amianto non è pericoloso altrimenti come si spiega che loro stessi utilizzano strutture con l'amianto.gli dica pure questo qualcuno hai figli.

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  • two face

    mi sembra un' allarmismo alquanto inutile…ciò che è pericoloso, sono le polveri dell'amianto che si creano soloesclusivamente in caso di rottura dei lastroni…è bene che le lastre vengano rimosse, però non è che si debba fare una corsa contro il tempo…

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  • isolano [n.a.]

    la solita sinistra ambientalista…

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  • Isolano [n.a.]

    "Intemperie che ne stanno provocando lo sbriciolamento e quindi il rilascio delle fibre cancerogene molto pericolose per l'uomo e che rischiano di inquinare i terreni circostanti."
    saper leggere è importante soprattutto se dopo si scrive qualcosa su quello che si è capito (o si crede di aver capito)

    definizione di intemperie: "insieme delle perturbazioni atmosferiche, pioggia vento alte e basse temperature" (che non si verificano mai, non creiamo allarmismi di sinistra)

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  • nicola casale

    Non era il comune governato dal centro destra che ci doveva ripulire dall'amianto?
    E creare nel cantiere ex cogefar, una struttura cooperante con l'università dell'AQUILA per lo studio dell'ambiente all'interno del parco?Le solite chiacchiere del centro-destra le promesse di ambientalisti di destra. La piu grande farsa e addirittura la ditta specializzata nello smaltimento ha fatto vari lavori, forse nn sono stati seguiti bene o forse nn sono stati volutamente seguiti dal comune di centro destra…E si, il comune delle lapidi , perdon le targhe commemorative come quella che si trova nel terminal con sbagli di ortografia da elementari…….Chi vi critica ha la terza media……Pensate un po' chi ci ha governato…..

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  • isolano [n.a.]

    il comune di centro-destra voleva e vuole fare nicola permettendo,il parco non vuole fare niente.perchè di fronte all'incapacità di un comune di sinistra non è intervenuto il parco a ripulire l'area?evidentemente non interessa l'ambiente a lor signori.tranne ad artese,naturalmente!

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  • MariannaMJ [n.a.]

    Quando si parla di amianto qualunque organo scarica la propria responsabilità.

    Per essere pratici: se la zona avvistata come "deposito" ricade nell'ambito di un ente nazionale, sarebbero deputati a vigilare organi quali la forestale in primis, ma anche i vigili urbani – tanto per fare due esempi.

    Se non si vuole perdere tempo e fare relativamente presto (perchè i vari organi litigherebbero per NON avere la competenza) basta una denuncia, anche da parte di un singolo cittadino, presso la stazione dei carabinieri. A quel punto i carabinieri fanno partire le indagini obbligatorie coinvolgendo gli organi preposti.

    Se il responsabile dell'inquinamento si dimostra essere la COGEFAR – azienda che di fatto non esiste più – lo smaltimento rimane a carico dello Stato.

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  • two face

    prima di gettare me.r.d.a su altri pensa a ripulirti dalla tua…come pretendi di parlare quando ora abbiamo un sindaco che ha esplicitamente detto che a lui di tutta la giostra interessava solo lo stipendio…ah già,ma le promesse fatte dalla destra non è detto che debbano essere mantenute dalla sinistra, anche perchè se poi succederà qualcosa di anomalo sarà stata la destra a provocarlo e non la sinistra che nonostante fosse a conoscenza della situazione non ha mosso un dito in questo paese del ca.z.z.o mi sembra che le cose vengono fatte di proposito per sottolineare le mancanze altrui, l'uno accusa l'altro e nessuno si accorge che si va in retromarcia (questo cari amici che fate della politica un'arte si chiama IMMOBILISMO e non porta da nessuna parte!) …disillusi politicanti, fate il vostro e fatelo per voi…nessuno vi regala niente! nessuno che sia uno che entra in ballo solo ed esclusivamente per il paese, sono schifato

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  • y

    ma ancora non l'avete capito che i parchi specialmente quello nostro sono stipendifici per amici…quelli più rumorosi e dividere sui cittadini il loro costo sociale come quelle opere inutili per il sig. di s.pietro!!!!figuratevi se si vanno a sporcare le mani con l'amianto…meglio far stampare libri e riviste che contribuiranno a inquinare l'ambiente e le teste degli sprovveduti

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